Top

65000 morti, previsione in Inghilterra per l’ influenza H1N1

17 luglio 2009, scritto da FabioD · scrivi un commento 

In Inghilterra il Prof Sir Liam Donaldson, direttore clinic del National Health Service, ha relazionato giovedì scorso, sull’ ipotesi di 65.000 morti, il prossimi inverno in Gran Bretagna, considerando una ipotesi minima di 19.000. (Telegraph).L’ Organizzazione Mondiale della Sanità, sebbene osservando la natura “mite” dei sintomi e rinunciato a monitorare quei paesi dove l’ influenza è largamente diffusa, ha prodotto un nuovo documento sulle modalità di osservazione e reporting per quei paesi che al contrario si trovano ad affrontare i primi casi.
Insomma sembra proprio che il prossimo autunno, come avevamo in qualche modo annunciato, ci troveremo ad affrontare una grave emergenza.

.

La polizia è al di sopra della legge? Rapporto di Amnesty International sulla Francia

3 aprile 2009, scritto da ettoreboe · scrivi un commento 

Le uccisioni illegali, i pestaggi, gli abusi di natura razzista e l’uso eccessivo della forza da parte delle forze di polizia sono vietati dal diritto internazionale in qualsiasi circostanza. Eppure in Francia, secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi da Amnesty International, le denunce su episodi del genere sono raramente sottoposte a indagini efficaci. Ancora più raramente, i responsabili vengono portati di fronte alla giustizia.

“L’impunità degli agenti di polizia francesi, che si riscontra in un clima nel quale comportamenti del genere non vengono sanzionati, è inaccettabile” – ha dichiarato David Diaz-Jogeix, vicedirettore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

Il rapporto dell’organizzazione per i diritti umani condanna il fatto che, mentre continuano a pervenire denunce relative a maltrattamenti, abusi di natura razzista e uso eccessivo della forza, le procedure per lo svolgimento delle indagini su tali denunce restano ancora al di sotto degli standard richiesti dal diritto internazionale. Il rapporto rileva anche un aumento dei casi in cui vittime o testimoni di maltrattamenti da parte delle forze di polizia finiscono per essere incriminati per oltraggio o aggressione nei confronti di un agente.gendarmeriejeudineur

I numerosi casi su cui Amnesty International ha svolto le proprie ricerche, nella preparazione del rapporto, dimostrano che sebbene le vittime di maltrattamenti e di altre violazioni dei diritti umani comprendano uomini e donne di tutte le età, la maggior parte delle denunce proviene da cittadini francesi appartenenti a minoranze etniche o da cittadini stranieri.

“Le forze di polizia francesi svolgono un lavoro difficile e pericoloso, spesso con grande rischio personale. Tuttavia, quando vengono segnalati episodi di cattiva condotta da parte della polizia, questi devono essere sottoposti a indagini tempestive, esaurienti, indipendenti e imparziali” – ha proseguito Diaz-Jogeix. “Le persone hanno bisogno di fidarsi delle forze di polizia ma attualmente questo non capita spesso e non sarà possibile fino a quando non saranno prese misure disciplinari appropriate e gli agenti responsabili di comportamenti penalmente rilevanti non saranno sottoposti alla giustizia, secondo procedure imparziali e indipendenti. Ciò è necessario, inoltre, per mantenere la buona reputazione della maggior parte degli appartenenti alle forze dell’ordine, che svolgono il loro dovere con professionalità e nel rispetto della legge”.

Sebbene non tutte le denunce sporte contro la polizia abbiano un fondamento, la discrepanza tra il numero delle denunce e quello delle sanzioni disciplinari imposte solleva interrogativi riguardo all’imparzialità e all’accuratezza delle indagini. Secondo le limitate informazioni disponibili, delle 663 denunce esaminate dall’ispettorato di polizia nel 2005, 16 sono terminate con l’allontanamento dal servizio; la proporzione nell’anno 2006 è stata di otto allontanamenti dal servizio su 639 denunce. Un elevato numero di procedimenti viene archiviato senza raggiungere un’aula di tribunale.

“I cittadini hanno il diritto di sporgere denuncia, ma quando si tratta della polizia, le probabilità di successo sono scarse. Il sistema giudiziario soffre di un pregiudizio istituzionale a favore delle forze di polizia. Le vittime, che in molti casi sono cittadini francesi appartenenti a minoranze etniche o cittadini stranieri, sono lasciate troppo spesso senza giustizia” – ha sottolineato Diaz-Jogeix.

Amnesty International continua a chiedere alle autorità francesi di fare passi concreti per riformare l’attuale sistema e creare una commissione indipendente per esaminare le denunce nei confronti di agenti di polizia, con risorse e poteri adeguati a condurre indagini approfondite ed efficaci.

“Le autorità di Parigi devono prendere misure per assicurare che nessuno sia al di sopra della legge. È fondamentale che i cittadini abbiano fiducia nelle forze di polizia” – ha concluso Diaz-Jogeix.

Ulteriori informazioni

Da tempo Amnesty International nutre preoccupazioni sulle denunce di violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine francesi e sull’assenza di un sistema di indagini efficaci, indipendenti e imparziali che possa consentire di portare di fronte alla giustizia i responsabili. Già nel 2005, l’organizzazione per i diritti umani aveva pubblicato un rapporto che esaminava gravi violazioni commesse dalle forze dell’ordine sin dal 1991.

Tu chiamale se vuoi …. evasioni

8 marzo 2009, scritto da Mario · 5 Commenti 

482px-gustave_dore_crusades_the_massacre_of_antiochSe consideriamo il progresso delle scienze e delle arti dall’antichità ai giorni nostri, non possiamo non rimanere colpiti dall’enorme disparità che alcuni campi di applicazione delle conoscenze e delle invenzioni hanno rispetto ad altri.
Mentre comparare la medicina, lo sfruttamento dell’energia, le comunicazioni … di oggi con quelle dell’antica grecia risulta quanto meno ridicolo, viceversa il confronto tra l’etica e la morale (ed il conseguente corollario nelle attività e nelle scelte sia dell’elite al potere sia della popolazione) nei due periodi offre notevoli spunti di riflessione.
Perfino Tremonti col suo fare sornione da “quello che ne sa ma non ti dice” ha tirato in ballo diverse volte la parola “etica” riferendosi addirittura al comportamento dei gruppi bancari i cui manager, io credo, non ne conoscono nemmeno bene il significato.
L’approfondimento necessario sull’argomento potrebbe vertere su alcune domande:
- ha senso parlare di cambiamento nell’economia senza prevedere una modifica sostanziale e non formale dell’atteggiamento di TUTTI verso la ricchezza e la sua distribuzione tra i popoli ?
- per quanto tempo risulterà possibile mantenere il dialogo all’interno dei confini imposti dalla civile convivenza se da una parte esistono miliardi di persone sempre più al di sotto del limite di sopravvivenza e dall’altra un’elite sempre più ristretta nel numero e illimitata nelle possibilità ?
- quando l’inasprimento delle condizioni ambientali richiederà il possesso di un certo livello di mezzi di sussistenza e, quindi, la soglia di povertà diventerà sempre più bassa, riusciranno gli appartenenti all’elite ad arroccarsi nella loro torre d’avorio ?
Anche solo questi brevi cenni sull’argomento porterebbero a considerare il percorso verso una morale ed un’etica nell’economia come una strada non solo obbligatoria ma anche conveniente a tutte le parti in gioco.
Ma non è detto che l’intelligenza e la lungimiranza accompagnino obbligatoriamente chi possiede un’abbondanza dei mezzi economici.
Ho tradotto un articolo e lo propongo nel seguito, la frase finale mi sembra indicativa del concetto.

BERNA, Svizzera – la Svizzera si sta preparando per un cambiamento monumentale nel tradizionale segreto bancario che è sopravvissuto alla pressione della Germania nazista, della seconda guerra mondiale e delle numerose altre crisi negli ultimi 75 anni.
Sarà in difficoltà nel sostenere il violento assalto legale americano.
Con la più grande banca svizzera, UBS AG, impegnata in una prova di forza con Washington in relazione ai ricchi evasori americani, il governo federale svizzero è alle prese con il compito non invidiabile di evitare le sanzioni all’estero mentre delicatamente seppellisce il mito che egli stesso ha contribuito a creare nel paese a riguardo delle attività bancarie confidenziali.
Rudolf Merz, presidente e ministro delle finanze svizzero, giovedì stava prendendo una posizione rigida. “Non posso immaginare come potremmo abolire la segretezza delle attività bancarie” ha detto ai reporter. “è parte dell’idea sociale, la mentalità del nostro paese. E’ la protezione della privacy.”
Ma altri, compreso Oswald Gruebel, un banchiere universalmente rispettato che la settimana scorsa è uscito dalla pensione per dirigere l’UBS, sta suggerendo che le leggi sul segreto bancario dovranno essere cambiate per ridurre la pressione che si sta esercitando su questa piccola nazione alpina.
“E’ discutibile il continuare a nascondere gli evasori fiscali dietro al segreto bancario” ha detto Gruebel al giornale Wirtschaft und Finanz in un’intervista pubblicata l’ultimo fine settimana.
Mercoledì, un comitato del senato degli Stati Uniti ha criticato l’UBS per le risposte evasive su circa 50.000 clienti Americani di cui Washington era interessata ed anche le autorità nei paesi limitrofi alla svizzera stanno diventando impazienti.
Un pannello di tre membri presenterà venerdì le opzioni al governo al completo su che cosa fare circa tali richieste.
La battaglia ricorda il clamore negli anni 90 sui conti dei clienti ebrei che non erano stati reclamati dopo la seconda guerra mondiale. La Svizzera inizialmente non è stata in grado di capire la crescente pressione degli Stati Uniti e le banche svizzere sono state obbligate al pagamento extragiudiziale di $1.25 miliardi ai discendenti dei superstiti dell’olocausto.
Questa volta, la controversia è su come la svizzera aiuterà le autorità straniere sulle inchieste di evasione fiscale. La Svizzera differenzia fra il crimine di frode fiscale e reati minori di evasione e fornire assistenza ai governi stranieri che indagano sull’evasione fiscale è punibile dalla legge.
La Svizzera ha approvato le leggi sul segreto bancario nel 1934 durante la depressione mondiale e sotto la minaccia di spionaggio della Francia e della Germania, che sollecitarono aggressivamente gli impiegati delle banche svizzere di divulgare i nomi e i dati dei clienti. Vennero imposte delle sanzioni rigorose per la violazione della riservatezza della banca.
Eppure, le regole di segretezza sono state erose. I funzionari svizzeri hanno riorganizzato le regole durante gli ultimi vent’anni per permettere la cooperazione con i governi che cercavano di recuperare i beni salvati in Svizzera dai despoti prima di essere destituiti.
Ma ampliare i cambiamenti per trattare con tutti gli evasori stranieri sarebbe molto più ampio.
UBS ha accettato formalmente la responsabilità di aiutare il governo degli Stati Uniti per i conti americani nascosti ed ha acconsentito a pagare $780 milioni di indennità e restituzione. Inoltre ha svelato i nomi di circa 300 clienti degli Stati Uniti che probabilmente hanno commesso frodi fiscali, ma non sta fornendo all’amministrazione fiscale i nomi di tutti i cittadini americani che possiedono conti segreti nella banca.
Alla seduta del Senato mercoledì, Mark Branson, un alto dirigente dell’UBS ha detto che la banca non potrebbe rivelare la maggior parte delle informazioni necessarie alle amministrazioni fiscali degli Stati Uniti perché metterebbe gli impiegati a “serio rischio” di procedimenti penali secondo la legge svizzera.
Il governo svizzero ha rifiutato di inviare un rappresentante all’udienza.
Ma il ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha visitato Washington a inizio settimana ed ha indicato un certo ammorbidimento della posizione nazionale. Ha detto che il governo avrebbe studiato la possibilità di aiutare le autorità straniere che investigano sui “grandi evasori” – una nuova distinzione che precedentemente non esisteva.
Il governo è ad un punto critico, combattere per evitare di essere considerato come un rifugio fiscale non cooperativo quando i rappresentanti dei G20 si incontreranno a Londra in aprile. Ma sta lottando anche per ottenere un supporto unificato nel proprio paese, dove due partiti pro-business nella vasta coalizione che governa la svizzera si oppongono con veemenza ai cambiamenti nel segreto bancario.
Merz ha detto che la Svizzera è pronta a comunicare con i vicini europei e con gli Stati Uniti, frustrati dal flusso di valuta che sta uscendo fuori dalla portata degli esattori di imposte. Egli sostiene che la volontà di negoziare dovrebbe fare riconsiderare le minacce di mettere la Svizzera su una lista nera da parte del G20.
Egli predice uno “sviluppo dinamico” nella legge svizzera e molta gente pensa che sempre più probabilmente ciò significherà la caduta della differenza fra la frode fiscale e l’evasione.
Gerhard Roth, un esperto di tasse e socio della società legale svizzera GHR, la definisce una “distinzione arbitraria creata per facilitare l’evasione delle tasse”
” Se la Svizzera vuole conservare il segreto bancario deve andare ora all’offensiva” ha detto Roth. “Nel mondo di oggi non si può più sostenere che è moralmente giusto mettere il segreto bancario al di sopra dell’evasione”

Sacrifici umani ad Atene

9 dicembre 2008, scritto da FabioD · scrivi un commento 

Immagine scontri guerriglia ad Atene

Immagine scontri guerriglia ad Atene

Non posso fare nulla per alleviare il suo dolore, ma le assicuro….lo stato agirà, come deve, affinché la tragedia di ieri non si ripeta più”. Queste le parole del primo ministro Kostas Karamalis al padre di Alexis Grigoropoulos, il ragazzo di 15 anni ucciso da un poliziotto sabato scorso nel quartiere Exarchia di Atene.
Viene sparato al petto Alexis Grigoropoulus, era con i suoi amici, qualche parola di troppo ed è nato un diverbio con dei poliziotti, uno di questi gli ha sparato e lui è morto.
Due agenti sono stati arrestati, uno con l’accusa di omicidio volontario (Epaminondas Korkoneas, 37 anni) e l’altro di complicità in omicidio (Vassilis Saraliotis, 31 anni). Il primo, quello che ha sparato, ha detto di aver esploso due colpi in aria e uno a terra; quest’ultimo sarebbe rimbalzato colpendo il giovane.
Il sacrificio umano di questa giovane vita fa scoppiare una guerriglia dalle dimensioni crescenti. Da una rivolta contro la riforma universitaria si passa allo scontro urbano contro il governo conservatore che continua a esibire un atteggiamento di forza. Commozione per il ragazzo e condanna per i violenti.Immagine scontri guerriglia ad Atene
La voglia di normalità, che traspare dal ripulire le vetrine infrante da sassi dalle schegge di vetro e le hall dei lussuosi alberghi dai lacrimogeni, cozza con questo forte malessere della nazione.
L’opposizione chiede le dimissioni dell’esecutivo e domani ci sarà uno sciopero generale. Forse ci saranno le stesse scene di guerriglia urbana, lacrimogeni, manganelli, volti coperti da passamontagne.
La rabbia esplode e, di fronte a tale escalation, non si riesce a leggere bene il fenomeno.
E’ rabbia di pochi, è un malessere diffuso? La politica non dà risposte esaurienti, la politica non ascolta la gente, la politica è lontana dalle persone.
Altari con sacrifici umani serviranno a qualcosa?

Bottom