Napoli:in attesa di bonifica si muore. Oceanus si costituisce parte civile
12 aprile 2010, scritto da titticimmino · scrivi un commento

Ecco il Comunicato Stampa che volentieri inoltro alla Vostra attenzione.
OCEANUS ONLUS si costituirà parte civile nel PROCESSO per DISASTRO COLPOSO a DIFESA di tutti i residenti di Pianura, Quarto e dintorni.
Ci costituiremo GRATUITAMENTE per coloro che risiedono, che hanno contratto PATOLOGIE tumorali e per i congiunti di coloro che hanno perso la vita per le stesse patologie.
Raccoglieremo le deleghe per dare mandato ed essere rappresentati GRATUITAMENTE da Oceanus onlus al processo!
E’ un’iniziativa epocale, LA PRIMA vera possibilità di fare GIUSTIZIA non puoi mancare!
TI ASPETTIAMO alla scuola VIII Circolo didattico di Pianura il 17 Aprile 2010 dalle 16:30 alle 20:00
NAPOLI: IN ATTESA DI BONIFICA SI MUORE
Target: PUNIRE I COLPEVOLI E BONIFICARE LE TERRE CAMPANE!
ALLARME SALUTE: Incremento di casi di tumori e malformazioni negli ultimi decenni tra gli abitanti di Pianura, area molto popolosa della citta’ di Napoli.
CAUSA: Principale indiziato e’ la discarica di CONTRADA PISANI, rimasta attiva fino alla meta’ degli anni novanta, e riempita di amianto, resine industriali, rifiuti speciali, etc…
PRESUNTI COLPEVOLI: Aziende soprattutto del Nord Italia che hanno utilizzato tale discarica come pattumiera di rifiuti legali ed ILLEGALI.
La Procura ha disposto il prelievo e l’ analisi del terreno della cava di Contrada Pisani, l’ ipotesi e’ di DISASTRO COLPOSO, sara’ poi il processo ad accertare o meno se esista una correlazione tra l’ aumento di PATOLOGIE TUMORALI e DECESSI nell’ area di Pianura tra i suoi abitanti e lo scarico di rifiuti tossici avvenuto in Contrada Pisani, a tal fine OCEANUS onlus, che sara’ parte civile al processo, presentera’ le cartelle cliniche dei residenti di pianura che hanno contratto PATOLOGIE TUMORALI.
ADERISCI A QUESTA BATTAGLIA DI DIGNITA’ BASTA CON LA RASSEGNAZIONE! RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO TERRITORIO! RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE VITE!
FIRMA LA PETIZIONE ONLINE! TI SERVIRANNO POCHI SECONDI, MA PUOI FARE LA DIFFERENZA!
http://www.thepetitionsite.com/1/napoli-in-attesa-di-bonifica-si-muore
Protezione Civile – Guido, commissario alla qualunque cosa
27 maggio 2009, scritto da Pietro Orsatti · 1 Commento
Con l’attuale capo, la Protezione civile da struttura di coordinamento è diventata una forza professionale centralizzata. In deroga alle leggi ordinarie Ci sono domande che non hanno risposta, e risposte che, se date, suonano stonate. Partiamo dalla domande: perché sui lavori del G8 a La Maddalena sussiste ancora il segreto di Stato? Per ragioni di sicurezza, è la risposta dell’esecutivo e del super commissario a “la qualunque cosa” (che sia emergenza o no), capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Cavaliere e dottore Guido Bertolaso. Sicurezza? Ma se a La Maddalena il G8 non si fa più che cosa c’entra la sicurezza? Sicurezza e basta. Sicurezza, per caso, che non si verifichi a cosa si è andato in deroga (tipo la Valutazione di impatto ambientale) per, come dire, ragioni di sicurezza? Certe domande prima o poi qualcuno le dovrà porre al “tecnico dei tecnici”, all’uomo buono per ogni emergenza e magagna. Leggi tutto
L’Aquila, provincia di Baghdad
23 maggio 2009, scritto da Pietro Orsatti · 1 Commento
Pattugliamenti, posti di blocco, sorveglianza aerea notturna, zone rosse e “green zone” ultraprotetta del polo amministrativo militare di Coppito. Un’emergenza affrontata come una guerra
di Pietro Orsatti da L’Aquila
La partita che si gioca in Abruzzo in questi giorni è difficilissima. Da un lato si stanno modificando a colpi di decreto e di gestione dell’emergenza l’insieme di regole che tengono insieme lo Stato, dall’altro si ridisegna probabilmente l’equilibrio che tiene in piedi il Pdl e il governo Berlusconi. A L’Aquila forse non ci si gioca tutto, ma molto sì: sulla questione dei risarcimenti, su come sono stati esautorati enti e amministrazioni locali, sulla necessità di imporre a un pacifico territorio una muscolare Protezione civile, che di civile – vista la militarizzazione del territorio – ha molto poco.
Sistema Baghdad. Ci sono le zone rosse, c’è la “green zone” ultra protetta del polo amministrativo militare di Coppito, pattugliamenti, posti di blocco ovunque e sorveglianza aerea notturna. Si sta affrontando questa emergenza causata da una catastrofe naturale come se si fosse in guerra, anzi come se si gestisse un’occupazione militare.
«Disinformazione, esautorazione delle comunità, arroganza nel trattare con gli amministratori locali da parte del sottosegretario Bertolaso, lasciato comunque solo, unico interlocutore, a trattare con gli abruzzesi. Bertolaso che costretto all’angolo promette, prende impegni, che poi puntualmente il Consiglio dei ministri ribalta. Spero che non sia un gioco delle parti». A parlare è Alvaro Jovannitti, ex parlamentare ed ex segretario regionale del Pci negli anni Settanta, una delle memorie storiche di questo territorio. Lui pensava di godersi la pensione, di occuparsi di storia del movimento operaio in Abruzzo, abbandonando la politica attiva. Ma la scossa del 6 aprile lo ha riproiettato sulla scena come animatore di assemblee e incontri soprattutto fra gli sfollati della costa, che paradossalmente oggi sono quelli che vivono difficoltà ancora più gravi di quelli rimasti nelle tendopoli ma sul loro territorio. «Da un lato il governo, rendendosi conto che i costi per mantenere migliaia persone in case private o alberghi sono molto più alti che averli nei campi, ha individuato il termine del 30 maggio. C’è un’ipotesi di proroga sul tavolo, ma i soldi stanziati sono meno di un terzo della soglia minima richiesta da albergatori e proprietari di case». E quindi fra poco meno di 15 giorni potrebbe verificarsi il rientro di chi ha preferito abbandonare temporaneamente le proprie comunità di origine in tendopoli già ora sature e con il caldo al limite della tenuta sia sul piano igienico sanitario che psicologico.
Un altro dato che pesa e peserà sempre di più a Roma è che, dopo la gestione immediata dell’emergenza, non sta accadendo nulla. Nessun cantiere, nessuna opera sostanziale di consolidamento e soprattutto nessuna casetta, baracca, azione anche provvisoria di ricostruzione. I centri storici sono deserti, circondati da militari, e dentro non sta avvenendo nulla. E intanto è iniziato un vero e proprio braccio di ferro fra Protezione civile e autorità locali (a esclusione della Regione del tutto assente in questa fase) sull’individuazione delle aree dove ricostruire. Già si è verificato una impasse a dir poco imbarazzante. I Comuni hanno indicato delle aree, la Protezione civile altre. E ciascuno immobilizza la scelta del soggetto “rivale”. Anche perché la Protezione civile agisce d’imperio, senza nessun contatto con gli uffici tecnici e le amministrazioni, mentre respinge, si sospetta di routine, ogni proposta alternativa. Un esempio di quello che sta accadendo è si è verificato a Paganica, frazione de L’Aquila. La provincia di Trento ha stanziato il denaro necessario e bandito una gara per la costruzione di 170 case costruite con i principi di bioarchitettura da destinare a questo paese alle porte della valle dell’Aterno. Consegna prevista, circa 20 giorni fa. La Protezione civile ha individuato, in totale solitudine, un’area e ha perfino iniziato a far preparare le piattaforme per la messa in opera degli edifici. Poi il Comune si è ribellato e ha indicato una zona totalmente differente ma che aveva l’obiettivo di mantenere unita la comunità attorno al centro storico. Risultato? Le 170 case andranno in altri comuni della valle e a Paganica tutto è bloccato. Addirittura le piattaforme sono state ricoperte. Questo tipo di “incidenti” sta avvenendo ovunque, e ovunque si ritarda ogni opera, ispezione, perizia. Bertolaso non cede, le comunità locali neppure. E si attende il G8.
Perché è sul G8 che si gioca la partita vera. «Dopo il G8 si capirà se i soldi ci sono sul serio, se hanno individuato chi costruirà e come e dove» spiega Jovannitti. «Per il resto terranno tutto fermo sperando che la situazione non degeneri». Ma la rete stesa su questo territorio dall’esecutivo non sta tenendo, perché l’affrettato e ambiguo decreto del governo sta allarmando non poco gli sfollati. Anche la sua versione emendata non rassicura, perché non sono stati fatti degli emendamenti “sostitutivi” ma modifiche “aggiuntive”. È stata infatti inserita la dicitura “rimborso totale” per le prime case di proprietà e residenza senza togliere la soglia dei 150mila euro per lo stesso obiettivo. Come se il governo avesse deciso che il totale è al massimo 150mila e basta. E non solo. Non è stata modificata la ripartizione di queste somme, di cui solo 50mila euro a fondo perduto da parte dello Stato e il resto a mutui agevolati e detassazioni. «Trucchi contabili», è la definizione del decreto più diffusa fra le tende. E la rabbia cresce. «Tremonti è stato molto abile – prosegue Jovannitti – si è tenuto lontano dai riflettori, non si è associato alle roboanti promesse di Berlusconi e dei suoi ministri. Una presa di distanza? Forse. O soltanto la necessità di sopravvivere quando la situazione precipiterà». Ma c’è qualcun altro che le distanze inizia a prenderle. Si tratta di molti dei politici locali del centrodestra, addirittura di alcuni eletti nelle liste di Forza Italia, che, mesi sotto pressione da parte dei propri elettori, si stanno sempre più numerosi associando al coro di protesta contro il decreto e la militarizzazione del territorio guidato in questa fase dalla presidente della Provincia Pezzopane e, in seconda battuta, dal sindaco de L’Aquila Cialente. E in particolare il disagio verso la propria maggioranza di governo sembra montare tra le fila degli eletti di An. Reggerà questo castello di carte fino al G8? Sì, se la militarizzazione tiene (e segnali contrari arrivano anche dall’interno delle forze dell’ordine e dei Vigili del fuoco). Sì, se i “ribelli” del Pdl si riallineeranno dopo una bella ramanzina da parte del partito “d’azienda, di governo e di lotta” nato dalla fusione di An e Forza Italia. Sì, se non si verificherà qualche incidente nelle tendopoli facendo franare l’ordine pubblico. Perché è evidente, oggi, che basterà una piccola scintilla a far esplodere la rivolta nei campi che, non essendoci più un quadro di riferimento politico, non avrà altra via di sfogo che la rabbia.
già pubblicato su left-Avvenimenti
Scampia, emergenza Rom: vivono tra i roghi dei rifiuti.
3 maggio 2009, scritto da emilianaer · scrivi un commento
Video di denuncia,datato 18 aprile 2009, da laterradeifuochi.it.
Nel campo “lager” di Scampia vengono bruciati ogni giorno quintali di rifuti, anche speciali. Nonostante i numerosi esposti dei cittadini, nessun provvedimento viene adottato a tutela della salute pubblica.
“Il quartiere di Scampia confina con numerosi comuni: Mugnano, Melito, Sant’Antimo, Casandrino e Arzano. Nessuno ha preso provvedimenti in merito, nonostante le numerose denunce fatte e recapitate presso tutte le Autorità competenti.”, denunciano gli autori del filmato.
La foto è di di Diego Quarta da Flickr
I campani muoiono bevendo
26 aprile 2009, scritto da DANIELA VILLANI · 4 Commenti

Era l’11 marzo 2008 quando la marina USA per necessità sanitarie lanciò un piano multimilionario per determinare se il vivere a Napoli era un pericolo per la salute e dal rapporto dello studio scientifico, erano stati resi noti i seguenti risultati: “3 ogni 100 è il numero di bambini malformati che sono nati tra il 2000 e il 2005, la cui madre è militare o sposa di un militare operante nelle installazioni dell’US Navy di Napoli. Su 894 nascite registrate a Napoli, 28 sono stati casi di neonati con malformazioni; Inoltre ci sono stati 35 parti prematuri,e crescente il numero di persone affette d’asma,ma le cause restano ignote, la predominate concentrazione delle percentuali è nelle province di Caserta e Napoli, dove la maggior parte del personale USA e NATO vive e lavora, e dove esistono siti dove vengono depositati senza controllo rifiuti tossici illegali ” proseguiva il rapporto . Però, si aggiungeva ” queste analisi non suggeriscono una crescita significativa nel tasso delle malformazioni di bambini in gestazione nell’area di Napoli, in comparazione con i bambini la cui gestazione è avvenuta in altre aree estere della US Navy”.
A questo punto ci pareva di capire che era tutto sotto controllo . Anche le aspiranti mamme napoletane erano tranquille. Non proprio perchè sempre quel rapporto aggiungeva “che per una maggiore tranquillità , gli specialisti continueranno a vigilare e sorvegliare e analizzare tutta la regione, per valutare le esposizioni relative ai rifiuti, in particolare all’aria e all’acqua”. Oggi i medici americani hanno reso noto i nuovi risultati dei test “su 139 case controllate 89 sono con rischio non accettabile ” addirittura si legge ” quest’acqua è considerata pericolosa anche per uso umano “scrivono i responsabili medici americani. Intanto prima di rendere pubblici i risultati delle analisi, si è deciso di trasferire d’urgenza 17 famiglie alloggiate in altrettante abitazioni ubicate tra Casal di Principe e San Cipriano, nel Casertano. Percentuali d’inquinamento preoccupanti riscontrate anche in abitazioni di Pozzuoli, Casoria, nell’area compresa tra Calvizzano e Mugnano e Caserta. Risulta inquinata anche l’acqua del consolato americano di via Caracciolo e quella di Capodichino dove c’è un altro insediamento americano.Inutile dire che Asl e Comune contestano le analisi e continuano a ribadire che dobbiamo essere tranquilli e che l’acqua della Campania si può bere. Ci sono dei risultati allarmanti con quantità di diossina e arsenico nelle abitazioni occupate dai militari USA e ovunque ci siano insediamenti e siti USA,ma come per un miracolo noi siamo tranquilli.La nato è preoccupata e agisce di conseguenza ,ma anche noi lo siamo ,l’acqua è addiritura pericolosa anche per lavarsi i denti,e nel frattempo noi la diamo da bere ai nostri bambini. Ci verrà comunicato ufficialmente che le analisi non suggeriscono una crescita significativa ed esponenziale , l’asl contesterà come ha già fatto e noi continueremo a morire bevendo.Intanto l’allontanamento del personale USA dagli alloggi riforniti con acqua contaminata è stato fatto, saranno sospesi tutti i nuovi contratti di affitto nei comuni interessati,gli USA si muovono in tal senso e noi ? Uomini, donne e bambini campani continuano invece a bere le acque e a lavarsi.
Le nostre donne aspiranti mamme continueranno a interrompere le loro gravidanze ,partoriranno neonati malformati,faranno parti prematuri, nasceranno bambini con affezioni allergiche e affetti d’asma. Ma tutto è sotto controllo, l’asl ci assicura. Mi domando quante persone devono morire di cancro, leucemia, linfomi, tumori, prima che qualcuno si indegni .Ancora mi aspetterei non solo indegnazione ma proposte propositive come analizzare l’acqua delle abitazioni e delle scuole Campane .
Era l’11 marzo 2008 ,oggi è il 25 aprile del 2009, quanto ancora dobbiamo aspettare .
Vogliamo essere messi al corrente anche noi,vogliamo decidere noi della nostra salute,della salute di nostro figlio e di quel figlio che portiamo in grembo!
Ora subito!
21 marzo: Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie
20 marzo 2009, scritto da francesca · scrivi un commento
Si svolge domani, 21 marzo, a Napoli, la quattordicesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” promossa da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Avviso Pubblico e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del comune di Napoli, la Provincia di Napoli e la Regione Campania. La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Libera per la XIV edizione ha scelto la Campania, ha scelto Napoli, citta’ dalle mille contraddizioni, dai mille colori. L’etica libera la bellezza. Riscattare la bellezza, liberarsi dalle mafie, e’ lo slogan che accompagnera’ questa giornata, durante la quale si incontreranno a Napoli oltre 500 familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3000 familiari. Saranno presenti rappresentanti delle Ong provenienti da circa 30 paesi europee. Le iniziative ed il programma della manifestazione sono stati presentati stamane in una conferenza stampa presso la sede Rai di Roma.
Nell’occasione e’ stato proiettato in anteprima lo spot prodotto nel corso dello Stage Gemellaggio “Piu’ mani per uno Spot” (video incorporato nella pagina) da: Consorzio Scuole Citta’ di Marano, IV IC Marconi Lentini SR, Liceo Classico Pansini Napoli, ISA de Chirico Torre Annunziata NA, in collaborazione con il Segretariato Sociale Rai e che sara’ trasmesso nei prossimi giorni sulle reti del servizio pubblico radiotelevisivo.
Saremo a Napoli – ha dichiarato Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – per valorizzare il positivo. Dimostrare che c’e’ un’Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa solo a sopravvivere ma che vuole vivere, che lotta e s’impegna per affermare la liberta’ e la dignita’ di tutti. In alcuni territori della Campania, la violenza criminale continua a lasciare ragicamente il segno; anche nell’ultimo anno sono stati numerosi ed efferati gli omicidi di camorra, troppe le vittime innocenti. Senza contare i traffici di droga e di rifiuti, lo sfruttamento delle persone attraverso la prostituzione e il lavoro nero, gli affari delle ecomafie, l’usura, le estorsioni. E certamente pesano la corruzione, le collusioni in tanti settori della politica e dell’economia, i silenzi complici o intimoriti di chi non osa o non vuole ribellarsi. Ma esiste anche una Campania diversa, ricca di positivita’. Giovani svegli, insegnanti appassionati, amministratori onesti, cittadini responsabili. Persone – conclude Don Luigi Ciotti – che prima di chiedersi cosa la societa’ faccia per loro, si chiedono cosa possono fare loro per la societa’. In un impegno reso credibile dalla presenza di tre ingredienti: coerenza, continuita’, concretezza. Noi quest’anno saremo in Campania per imparare da loro.
Il 21 marzo il lungo corteo attraversera’ il lungomare di Via Caracciolo (vedi Pianta) per giungere a Piazza Plebiscito. E’ stato all’ uopo predisposto un piano traffico dal Comune di Napoli. Durante il corteo saranno letti, ininterrottamente, i nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perche’, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Ma da questo terribile elenco mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare. Perche’ i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle dei morti sul lavoro, della tratta degli esseri umani, i tanti morti provocati dal traffico degli stupefacenti, le vittime del caporalato, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle avvelenate e uccise dalla camorra dei rifiuti. Saranno presenti a Napoli per la prima volta anche familiari di vittime della criminalita’ straniera, tra gli altri marcera’ insieme ai familiari delle vittime delle mafie, anche il figlio di Anna Politkovskaja , la giornalista russa uccisa il 7 ottobre 2006 da un killer mentre rincasava.
Il Patto Molotov-Ribbentrop in salsa napoletana
19 marzo 2009, scritto da alessandro cascone · 6 Commenti

Firma del trattato da parte di Molotov alla presenza di Ribbentrop e Stalin.
Sembra oramai certa l’entrata in lizza alle europee di Antonio Bassolino presidente della Regione Campania, l’uomo PD che con la sua inettitudine ed incapacità politica ha consentito allo Stato di sostituirsi di diritto, ai sensi dell’art. 120, comma 2 Cost., alle competenze esclusive della Regione: lo scandalo rifiuti.
La notizia sembrerebbe confermata da alcune esternazioni riportate al termine della trasmissione Annozero di giovedi’ scorso e riportate da alcuni quotidiani nazionali.
Il patto tra Bassolino e Nicolais, caratterizzato dall’aiuto reciproco tra i due uomini politici campani nelle elezioni di giugno prossimo venturo, sembra non sia tanto fantascientifico.
In pratica Bassolino potrebbe appoggiare la candidatura di Nicolais in cambio di un ricambio di favore alla sua elezione al Parlamento a Strasburgo.
In effetti Bassolino potrebbe ritrovarsi anche un ulteriore ed insospettabile alleato nell’attuale Presidente del Consiglio. Quest’ultimo se porterà avanti il suo progetto di portare a Bruxelles i presidenti delle Regioni darà una sponda anche a Bassolino pur facente parte questo ultimo dello schieramento opposto. Per il Governatore campano potrebbe essere un ottima opportunità di rimanere a galla sulla scena politica, seppur relegata fuori dai confini italici, visti i venti che tirano all’interno del PD, venti di incertezza per le tanti correnti concorrenti.
Per il Presidente del Consiglio potrebbe essere un buon affare visto che così si libererebbe un’importantissima poltrona da un personaggio politico che nel bene e nel male ha avuto e potrebbe ancora avere un grosso peso nelle scelte degli elettori l’anno prossimo quando si voterà per le amministrative regionali. E d’altronde si sa che fare l’eurodeputato allontani dalla scena politica italiana.
Si potrebbe assistere oggi ad una nuova versione di quel nefasto patto tra Molotov e Ribbentrop del 1939 firmato a Mosca tra i ministri degli esteri di Hitler e Stalin con il quale si stipulava il patto di non aggressione tra le due superpotenze dell’epoca con la conseguenza di preparare la miccia della seconda guerra mondiale con la successiva invasione della Polonia.
Alcuni statisti italiani dell’epoca, rifiutandosi di vedere la gravità del patto, non dissociandosene, furono complici del disastro, complici se non altro morali. Oggi il disastro ha connotati diversi ma pur sempre gravi.
Si è soliti pensare che la storia insegni qualcosa ai posteri o quanto meno si spera che il prezioso dono dell’esperienza dei propri avi possa illuminare i posteri.
Una persona intelligente impara dai propri errori, un genio impara dagli errori altrui. Nel modo in cui si sta gestendo la questione Bassolino, già delle elezioni politiche del 2008, sembrerebbe che non solo non siamo in presenza di geni ma forse neppure di persone intelligenti. Peccato.
Report su Catania: un disastro da 850 milioni di euro
16 marzo 2009, scritto da ettoreboe · 3 Commenti
Articolato e dettagliato il documentario di Report su Catania ieri sera, su Rai Tre.
Dedicato in particolare alla gestione municipale del medico personale di Berlusconi, Umberto Scapagnini, sindaco della città dal 2000 al 2008.
850 milioni di euro, messi a disposizione dal governo Berlusconi svaniti nel nulla: costruiti 5 parcheggi mai utilizzati, un percorso stradale di fuga per un eventuale Tsunami, in alternativa al lungomare (peraltro non considerato a rischio in quanto al di sopra del livello del mare di almeno 10 metri!!) che però è senza via d’ uscita. continua …
Se chiude la Fiat di Pomigliano
6 febbraio 2009, scritto da francesca · 2 Commenti
Sono mesi che i dipendenti della Fiat di Pomigliano d’Arco chiedono alla società un piano di produzione per il prossimo futuro. Lo stabilimento di Pomigliano che nei primi due mesi del 2008 era stato chiuso per un restyling tecnologico e formazione del personale, ha avuto un periodo di ferie a luglio di 5 settimane invece che delle abituali 3.
Quindi è iniziata la cassa integrazione che tra settembre e dicembre 2008, è durata 12 settimane. Il sito industriale di Pomigliano ( Fiat ) si estende su 6Kmq e conta ben 8000 dipendenti tra diretti (4500 operai e 500 impiegati) e indiretti.
Ma la questione che preoccupa di più i lavoratori è che mentre lo stabilimento di Cassino produce 3 modelli nuovi ( CROMA, BRAVO DELTA ) e altri siti comunque hanno modelli nuovi come MITO e restailyng di altri, a pomigliano si produce ancora l’Alfa 147 che è da 9 anni sul mercato e l’Alfa 159, che seppur da soli 3 anni sul mercato è un prodotto di nicchia, destinata ad una clientela di alto reddito. la futura ALFA 149 ( sostituirà l’alttuale 147 ) sembra che venga assegnata a Cassino mentre per Pomigliano non si prospetta niente di nuovo all’orrizonte.
Quindi oggi la manifestazione di cui hanno parlato abbondantemente giornali e telegiornali e di cui incorporiamo un video riepilogativo di Canale 9, da You Tube.
A dire il vero, l’ esposizione per circa 110 milioni di euro ad inizio 2008 per il restayling e la formazione sono apparsi nei primi tempi come dei segnali rassicuranti, ma poi, con l’ avanzare dell’ anno e della cassa integrazione e la mancanza di prospettive future, hanno portato i lavoratori all’ esasperazione.
Se dovesse chiudere la Fiat di Pomigliano il colpo, per la Provincia e per la Regione, sarebbe fatale, per una economia di frontiera e di sopravvivenza come quella che vi è oggi in Campania.
Taranto, mamma che “squascio”!!
3 febbraio 2009, scritto da rosainferno · 3 Commenti
Molti di noi tarantini sappiamo che Taranto è la capitale della Magna Grecia, che se scavi a Taranto sotto trovi sempre cimeli dell’antichità, che a Taranto non si può costruire un parcheggio sotterraneo nè una metropolitana per questo motivo….Sotto Taranto ci sono non si sa quanti strati di città precedenti….Sì, lo sanno solo i Tarantini, fuori mica lo sanno che in una città come Taranto ci sia tutto questo ben di dio turistico…e anche noi Tarantini che lo sappiamo, lo sappiamo nel senso che ce l’hanno detto e giorno per giorno ne parliamo, ce ne vantiamo o ci scherziamo sopra…ma in effetti nessuno di noi ha mai visto realmente qualcosa. E questo non perchè siano chiacchiere. Ma semplicemente perchè, a parte un Museo Civico, “riesumato” al pubblico da pochi anni, tutto il resto o viene ricoperto da chi l’ha trovato (si, avete capito bene, della serie che magari qualcuno scava per fare un parcheggio, trova sta robba qua, bestemmia perchè non può più fare il parcheggio, ricopre il buco) oppure, se per qualche miracolo le giunte comunali di turno se ne ricordano, viene creata un’apposita postazione dell’Ente del Turismo, con tanto di cartelli marroni (quelli tipici delle indicazioni turistiche), con descrizione del reperto e relativa datazione, costruzione di apposita cabina per le informazioni, tutto sull’onda dell’entusiasmo iniziale….e poi non viene mai aperta realmente al pubblico, finendo per essere un ammasso di munnezza!! Noi Tarantini, dicevo, non le abbiamo mai viste aperte queste postazioni, tant’è vero che molte volte ci passiamo davanti e nemmeno ci accorgiamo che ci sono…Oggi per caso, tornando da lavoro ho fatto un itinerario diverso e forse per questo mi sono accorta che una di queste postazioni fantasma è proprio in Via Alto Adige, vicino ai campetti sportivi….Il cartello, oramai arrugginito, dice “Tomba a semicamera”….

Ma poi andando vicino alla porta dove si dovrebbe andare per parlare con un operatore turistico e poi visitare la relativa tomba a semicamera, troviamo questo:

ovvero sia un cumulo di sporcizia e monnezza, residente in tale loco chissà da quanto tempo, con una porta munita di una maniglia tutta ammuffita, impolverata, arrugginita e, ovviamente CHIUSA A CHIAVE!!


Come questa location turistica, ce ne sono svariate altre a Taranto, tutte in questa condizione, in particolare ce n’è una molto grande su Corso Italia, vicino al Tribunale, per la quale sono stati fatti anni e anni di lavori (a carico dei cittadini) e che non ha mai aperto e dove spesso mi affaccio alle vetrate che mi mostrano degli scavi fantastici ma che non vedrò mai da vicino perchè quel posto non sarà mai aperto al pubblico.
Io mi chiedo dove sono finiti tutti i soldi investiti per creare queste postazioni? Dove sono finiti i posti di lavoro che sarebbero andati a chi doveva presiedere questi poli? Come farà mai Taranto a convertirsi da polo siderurgico a polo turistico e sfuggire al ricatto occupazionale se non si parte da queste piccole cose?? Sono anni che ci facciamo queste domande ma nessuno ancora ci ha dato delle risposte!

