Freddie Mercury o l’odissea di un divo contemporaneo
25 novembre 2009, scritto da AntonioMa · scrivi un commento
Diciotto anni fa moriva il leader dei Queen, Freddie Mercury. Freddie Mercury ha avuto una vita complessa segnata da diversi spostamenti da un continente all’altro. Nella parte vocale della bellissima e famosissima Bohemian Rhapsody (A Night at the Opera, 1975) il cui valore compositivo ed artistico occupa un posto di primo piano nella storia della musica – Mercury racconta, come se fosse una autobiografia, dei traumi subiti non solo durante la sua gioventù (come confermato dal suo collega Brian May), in un caleidoscopio di sensazioni, ricordi e paure mischiate insieme, il cui significato va colto sia in maniera allegorica che in maniera traslata.

I Queen nel famoso videocapture di "Bohemian Rapsody"
“I’m just a poor boy nobody loves me
He’s just a poor boy from a poor family
Spare him his life from this monstrosity
Easy come, easy go, will you let me go?
Bismillah! No, we will not let you go
Let him go
Bismillah! We will not let you go”
Freddie Mercury, il cui vero nome era Faroukh Bulsara, nasce a Stone Town, parte vecchia della città di Zanzibar in Africa, da una famiglia Parsi originaria dello Gujarat (India occidentale). I Parsi sono una popolazione che circa 1000 anni fa sono migrati dall’Iran all’India e che ancora preserva il culto dello zoroastrismo (Zubin Mehta, il famoso direttore d’orchestra è un Parsi). Una testimonianza del suo legame con la cultura dello zoroastrismo è la frase “Bismillah! No, we will not let you go”, in Bohemians Rhapsody. Leggi tutto
Dammi quella notte che ha cambiato la musica
27 agosto 2009, scritto da AntonioMa · scrivi un commento
Mentre continua il mistero intorno alla morte di Micheal Jackson, il re del “pop” che ha cambiato la musica pop mondiale a partire da “Thriller”, pochi mesi ci separano dal trentennale dell’album che ha segnato un cambio epocale nel modo di fare musica: “Give me the night” di George Benson. Questo album uscito nel 1980, è forse, l’operazione musicale meglio riuscita di Quincy Jones: un battistrada per “Thriller” di Micheal Jackson che sarebbe uscito 2 anni dopo, ancora, sotto la guida di Quincy Jones.
Per la prima volta la musica disco si unisce con particolari sonorità jazz, ed in particolare con un certo modo di usare la chitarra jazz e lo scat che veniva usato da George Benson per accompagnare la chitarra, un modo poi che è andato oltre quell’uso per poi essere usato sopra la musica in generale (come ha fatto nella muscia pop Luther Vandross, per esempio in Part time lovers di Stevie Wonder o in Italia, Lucio Dalla e Gegè Telesforo).
Senza “Give me the night” probabilmente non ci sarebbe stata quell’ondata di autori e cantanti non solo americani, che è rappresentata da Micheal Jackson e porta giù fino a Beyoncè Knowles e che rappresenta IL tentativo riuscito di mischiare musica gay – com’era nata la musica da discoteca – con la musica bianca (rock) e la musica nera (rythm and blues). Leggi tutto
Maria: Morgan inopportuno!
6 agosto 2009, scritto da sergio · scrivi un commento
L’aria di crisi era già nell’aria da quando, nel 2008, la RAI aggiunge al palinsesto, Xfactor, l’unico programma in grado di togliere qualche telespettatore a Maria De Filippi e i suoi “Amici”
Maria infatti, ha dichiarato di essere daccordo con la decisione della Ventura, che lascierà il suo posto a Cludia Mori: “Simona Ventura ha lasciato e ha fatto la scelta giusta, ci ha messo la faccia e alla fine si è presa solo insulti, Claudia Mori sarà un’ eccellente sostituta” Leggi tutto
Robin Thicke – un Rhythm ‘n Blueser a Los Angeles
21 maggio 2009, scritto da jazz · 2 Commenti
Robin Thicke nasce nel 1977 a Los Angeles, figlio d’arte, un po’ sfortunato con le sue meravigliose canzoni … Inizia ad interessarsi alla musica fin da piccolo, grazie all’ascolto dei suoi idoli Marvin Gaye e Steve Wonder … autodidatta inizia a strimpellare [molto bene a dire il vero] il pianoforte e la chitarra che diventa il suo strumento primario per scrivere dell’ottima musica. Debutta con “Cherry Blue Skies”. Nel 2003 il suo l’album viene ripubblicato con l’aggiunta di due brani e reintitolato “A Beautiful World” contenente il singolo “When I Get You Alone” che contiene un campionamento della Sinfonia n°5 di Beethoven. leggi tutto…
Rosa Tiziana Bruno per una infanzia che attraversa le culture
1 aprile 2009, scritto da Antonio Rossano · 2 Commenti

Napoletana di nascita, ma salernitana in realtà. Un golfo ed il mare nel bel viso e nel suo luminoso sorriso.
Rosa Tiziana Bruno è una scrittrice da sempre legata al mondo dell’ educazione e dell’ infanzia. Ha debuttato come scrittrice, appena laureata, nel 1990, con un saggio di sociologia dell’educazione. Successivamente si è dedicata ai racconti fiabeschi, risultando finalista e vincitrice in diversi premi letterari nazionali ed internazionali. Da diversi anni organizza e conduce incontri di narrazione di fiabe e leggende nella scuola primaria. Si occupa soprattutto di educazione interculturale.
Ciao Rosa Tiziana
Salve!
Quando hai iniziato a scrivere …. E quando hai capito che questo era un bel pezzo della tua vita?
Scrivo fin da quando ne ho memoria. Già da bambina mi capitava di inventare storie e di metterle iscritto. Un foglio di carta, un fascio di luce, un muro: tutto poteva stimolare un racconto, la realtà era ricca di spunti per me.
Scrivere fiabe significa parlare con i bambini, capire il loro mondo, entrarci completamente. Quanto questo processo ti riesce naturale e spontaneo e, soprattutto, quale il segreto per riuscirci?
Non so se esista un segreto. Credo che per scrivere occorra riuscire ad evocare una dinamica di voci differenti, andare oltre l’individuale. Prima ancora che scrivere, occorre saper ascoltare.
continua…
Un incontro speciale.
24 febbraio 2009, scritto da Daniela Persico · scrivi un commento
Mimì De Maio è un mondo tutto da scoprire.
Giovanissimo cantautore napoletano (”anche se questa definizione mi lascia un po’ perplesso “cantautore”… certo, io scrivo la musica e le parole delle mie canzoni, ma cantautore, che parola impegnativa!“- dice Mimì sgranando i suoi occhi sempre sorridenti), a soli 23 anni ha già compiuto una gavetta di un professionista molto più grande.
Nato e vissuto per la musica (né, forse, poteva essere altrimenti: l’ha respirata insieme all’aria sin dai primi mesi; è infatti il figlio del grande Pino De Maio), Mimì non si è tirato indietro davanti a nessuna esperienza artistica: ha studiato teatro, ha lavorato per la Valtur, ha suonato con moltissimi artisti, ha partecipato a numerosi eventi (suonando tra l’altro nel 2005 alla Notte Bianca di Napoli prima del concerto di Claudio Baglione), è stato tra i protagonisti di un musical, è partito da solo per gli Stati Uniti e ha fatto per un mese l’artista di strada e, infine, quest’anno ha suonato per tutto il mese di agosto nella Taverna più “calda” del Mediterraneo, “Anema e Core” di Guido Lembo. contiinua …
Christine Kaminski
16 gennaio 2009, scritto da kabyria · scrivi un commento
Autore romanzi d’amore / Writer romances of love
Nata a Rocourt, in Belgio, il 27 giugno 1972, dall’età di sei anni vive in Italia dove risiedono le origini della sua famiglia materna.
Qui ha intrapreso i suoi studi primari fino alla Facoltà di Scienze Politiche di Teramo, con l’intento d’intraprendere una carriera diplomatica, ma avendo preso atto che non è un orientamento professionale conforme alle sue attitudini, ha abbandonato la facoltà al terzo anno accademico e si è trasferita nella città di Roma per collaborare nello showroom di una stamperia d’arte contemporanea.
Nel 1996 è tornata nella città in cui è cresciuta, dove ha ripreso gli studi per divenire grafico pubblicitario e web designer, ed ha avviato, dal 2001, un’attività rivolta alla comunicazione integrata.
Appassionata di lettura, nonché di musica e di arte contemporanea, dispiega la sua creatività in molteplici forme, dal disegno all’elaborazione di opere artistiche in digitale, cenni di poesia, e negli anni, sin da adolescente, ha scritto numerosi romanzi, pur senza pubblicarne alcuno.
SENZA PAROLE è il suo romanzo di debutto, pubblicato con Prospettiva Editrice nell’anno 2007 (di cui è stata effettuata la traduzione in francese – SANS RIEN DIRE – e si sta terminando quella in inglese – NO WORDS – per essere pubblicato in Europa e Stati Uniti), ed ha poi pubblicato “Manca sempre qualcosa”, “Paura del buio” e “Un raggio di sole” (nel 2008), sempre con la medesima casa editrice, mentre attualmente è in via di pubblicazione “D’un tratto lei” (gennaio 2009).
I protagonisti delle sue storie sono ispirati al suo modo di essere, alle esperienze vitali che hanno segnato la sua personalità, definito la sua individualità, ed ogni sua narrazione, sempre di genesi fantastica, non è una semplice rappresentazione romantica dell’amore rincorso e vissuto dai suoi personaggi, bensì racchiude messaggi ben delineati, espletati attraverso la raffigurazione di eventi drammatici come l’abbandono e la rinuncia, tragici come la morte e l’inerente sofferenza, i sensi di colpa e le recriminazioni, eventi che li travolgono ma che insegnano loro aspetti essenziali, riscoprono anche loro stessi, il senso della loro vita.
Alcuni tratti riconducono a temi fortemente attuali come la pedofilia, la violenza fisica e psicologica, disturbi e patologie dell’anima, la brama di potere e di danaro che offusca la mente umana, ma il più puro dei sentimenti vi predomina sempre, così come dovrebbe anche essere nella vita reale.
Pubblicazioni:
· SENZA PAROLE, I nostri occhi trasmettono molto più di ciò che siamo disposti a dire (anno 2007, Prospettiva Editrice)
· MANCA SEMPRE QUALCOSA, Quando compare il senso di vita è difficile obliarlo, impossibile disgiungerne il corpo e l’anima (anno 2008, Prospettiva Editrice)
· PAURA DEL BUIO, La verità sempre, nel bene e nel male (anno 2008, Prospettiva Editrice)
· UN RAGGIO DI SOLE, Non è mai troppo tardi per essere felici (anno 2008, Prospettiva Editrice)
· D’UN TRATTO LEI, In un soffio può scomparire, basta un gesto, una semplice omissione (pubblicazione gennaio 2009, Prospettiva Editrice)
· KALERIYA, È sempre meglio sapere (pubblicazione aprile 2009, Prospettiva Editrice)
Musica e messaggi per il futuro partecipativo
11 gennaio 2009, scritto da Bernardo Parrella · 1 Commento
Oggi su Repubblica.it due articoli apparentemente slegati tra loro:
“Quel terrorista di Fabrizio De André” – Così la polizia schedò il cantautore.
Tra il 1969 ed il 1979 il cantante era tenuto sotto controllo da polizia e Sisde come attivista dell’ultrasinistra. Gli agenti arrivarono a definirlo “un simpatizzante delle Brigate Rosse”.
Morto l’omicida che Dylan accusò in musica.
William Zantzinger fu condannato a soli sei mesi per aver ucciso una donna nera. Un fatto di cronaca del ‘63 da cui nacque la canzone del cantautore per Hattie Carroll.
Eppure in entrambi i casi, il senso e la portata della loro musica, del loro messaggio, va ben oltre i singoli e il messaggio stesso, “something larger than life”, che raggiunge e tocca non solo i cuori e le menti della loro, della nostra generazione, ma anche la politica, il sociale, il vento di cambiamento dentro e fuori – ieri, oggi e per sempre.
La memoria, storica e collettiva, e’ dunque qualcosa di ben ricco e vivo, qualcosa di attuale e preciso ben oltre cio’ di cui ciascuno e’ consapevole. E pur con tutti i ricordi (piacevoli, amari, arrabbiati) che ciascuno possa avere di De Andre’ e della sue ballate, a me piace viverlo nel futuro, nel domani che tocca a noi continuare a costruire, (anche) in suo nome ma con la nostra convinzione. Nella ricchezza della nostra quotidianeita’ e nel vento di cambiamento che oggi vola (anche) sulle ali del web. E denunciare ingiustizie e discriminazioni, dare voce a chi non ha voce, creare pratica e cultura della partecipazione – grazie al folk nordamericano e alle ballate in genovese.
De Andrè racconta De Andrè. Sulla “buona novella”
11 gennaio 2009, scritto da Serena R · scrivi un commento
Ancora un altro “speciale” su fabrizio De Andrè….
10 gennaio 2009, scritto da Antonio Rossano · scrivi un commento
In questi giorni i media e la rete letteralmente “cadono” di informazioni, biografie e documenti su Fabrizio De Andrè e la sua prematura scomparsa.
E allora perchè un altro luogo della memoria con tanta ridondanza che c’è in giro?
Non è questo un luogo di giornalismo tradizionale, non centro di documentazione, nè memoria storica collettiva.
Questo è il luogo, la memoria dei bloggers che vi scrivono ed in questo senso abbiamo ritenuto opportuno creare uno spunto per lanciare un argomento di discussione nel quale, ciascuno secondo le proprie attitudini e capacità, potrà esprimere il proprio pensiero sotto forma di post o di commento.
E’ la memoria di ciascuno che è chiamata in gioco, la propria identità.
Quale miglior tributo che non scrivere il proprio pensiero, i propri ricordi legati a qelle canzoni… ricordi di una vita intera per qualcuno.




