L’ Amore è una persona di Marco Battista
28 marzo 2009, scritto da francesca · 2 Commenti
La letteratura, come la filosofia e la poesia, attraversa i grandi temi umani relativi ai problemi esistenziali e, direi, se ne ciba. Senza questo banchetto spirituale non esiste letteratura, ma soltanto un gettito disarticolato di parole inefficaci e uggiose, talvolta addirittura nefaste. Esiste un genere letterario che più di altri possa assolvere tale gravoso ma inevitabile compito? Assolutamente no. Inutile rifarsi a modelli collaudati, esaltare gli Autori del passato come inarrivabili, affidare a filoni particolari la veicolazione dei valori e dei contenuti. Ogni epoca storica ha i suoi modelli comunicativi, il linguaggio, le seduzioni e, perché no, le proprie mode espositive. Chi avrebbe pensato che potesse esistere un Asimov nel Rinascimento? Molto spesso la critica parte da posizioni preconcette per decodificare un testo letterario e confina entro etichette di poco smalto le scritture che non paiono abbastanza fedeli a stili ormai consolidati. Così facendo si compie un illecito storiografico, ma soprattutto si manca di rispetto all’Autore. Perché, non dimentichiamolo, ogni Autore è e deve essere prima di tutto figlio del suo tempo, altrimenti è uno sterile imitatore, un rifacitore di fronzoli. Che debba “superare” il proprio tempo, per giungere a risultati metastorici, questo è altro discorso e si mette immediatamente in relazione col suo talento, col genio, con le possibilità tecniche. Questo ampio preambolo è per preparare il lettore all’impatto con la scrittura di Marco Battista. continua …
Studio Illegale.
8 febbraio 2009, scritto da Daniela Persico · 1 Commento

Copertina del libro di Duchesne
La vita negli studi legali, in quei particolari studi cosidetti law firm (firme del diritto), quelli con fatturati con sei zeri e centinaia di “dipendenti”, giovani avvocati di altissima preparazione.
Questo il plafond di uno dei blog più famosi in Italia:.
Un blog nato nel 2007 e cresciuto in poco meno di due anni, sino a diventare una delle più grosse realtà della piattaforma Splinder con oltre 1400 visite quotidiane e centinaia di commenti ad ogni post. continua…
“Manca sempre qualcosa” di Christine Kaminski
16 gennaio 2009, scritto da kabyria · 2 Commenti
Quando compare il senso di vita è difficile obliarlo, impossibile disgiungerne il corpo e l’anima.
Talvolta non ci soffermiamo ad esplorare noi stessi per capire cosa vogliamo dalla vita, cosa realmente è importante, permettendo così che ci sfugga tutto di mano, senza arrestarci e guardarci intorno, guardarci dentro.
Questa storia, oltre a velare un messaggio di quanto l’amore ci possa riempire donandoci tutto ciò che ci serve, ciò che ci manca, è nutrita di azione e di misteri, di persone scomparse, di persone che ritornano, che periscono.

La Copertina del libro "Manca sempre qualcosa" di Christine Kaminski
Ambientato tra San Francisco e Washington, luoghi in cui risiedono i due protagonisti, lui è un agente speciale dell’FBI, lei un’artista, ed il loro primo incontro segna le loro vite, li travolge e li unisce, ma quando una scelta obbligata li condurrà su due strade distinte, parallele ma congiunte, quella medesima scelta potrà essere ripercorsa, laddove un evento tragico li unirà per la vita.
Anche stavolta l’Amore ha vinto.
“…il dolore che stava provando nella lancinante consapevolezza che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe potuto toccarla, guardarla, tuffarsi nella vivida opalescenza dei suoi occhi da cui poteva scorgere il mondo intero, tutto ciò che voleva, tutto ciò che gli mancava.”
Edizione Prospettiva Editrice, anno 2008.
“Un raggio di sole” di Christine Kaminski
16 gennaio 2009, scritto da kabyria · scrivi un commento
Non è mai troppo tardi per essere felici.
Siamo nella suggestiva città di Los Angeles, una città oltremodo luminosa e cangiante, ed il teatro di sfondo di questa narrazione, l’elemento galeotto, scatenante, è la rinomatissima cerimonia agli Academy Awards, l’emozionante premiazione degli Oscar.
I due protagonisti, conosciutisi grazie ad una inattesa fatalità, rimangono immediatamente catturati l’uno dall’altra, rapiti, suggestionati da quell’atmosfera magica che contorna l’evento e che diviene l’elemento che incita, infiamma ed alimenta una miriade di intensissime sensazioni, incomparabili, folgoranti.

La copertina del libro "Un raggio di sole" di Christine Kaminski
Tuttavia, il prezzo da corrispondere per emozioni e sentimenti così elevati, puri, unici, è sempre oneroso, combattere per tutelarli e rinnovarli può divenire assai sfiancante, privare l’essere umano di tutte le proprie energie, magari anche di speranze, ma in particolare può annientare la fiducia, la quale rappresenta il fulcro di questa storia d’amore, l’importanza fondamentale che assume in qualunque rapporto interpersonale, di qualsiasi genere esso sia.
Ma a tergo di ciò, un altro senso intrinseco è racchiuso nel romanzo, e consiste nella facoltà di poter rimediare, che esiste sempre una seconda chance, che non è mai troppo tardi per essere felici, per distruggere le paure, le mancanze più radicate, ricolmare quella fiducia smarrita ed aprirsi interamente a quell’amore così magicamente incontrato, ineffabilmente vissuto.
E la lotta per esso proseguirà, si moltiplicherà, ma se è destino, se conta, se non ci si arrende, il finale si rivelerà sempre il coronamento di un sogno, un’ennesima favola meravigliosamente conclusa.
“La fiducia è un bene prezioso, fondamentale, e fa parte dell’amore stesso che non può sopravvivere senza di essa…”
Edizione Prospettiva Editrice, anno 2008.
“Paura del buio” di Christine Kaminski
16 gennaio 2009, scritto da kabyria · scrivi un commento
La verità sempre, nel bene e nel male.
La sincerità è una qualità imprescindibile, meravigliosa, ma talora viene sottovalutata, addirittura bistrattata, permettendo quindi che emerga la menzogna, un qualcosa che conduce ineluttabilmente al buio, al non possedere più la facoltà di vedere, ma non intorno, soltanto dentro.
La vita di Katherine è stata governata da questa paura, la paura del buio, una paura inveterata, incancellabile, che la tormenta sin da bambina, ma sebbene lei sia convinta che il proprio sia un limite fisico, in realtà non lo è, è unicamente un limite del suo cuore.
Questa è una storia d’amore ambientata a New York, nella prestigiosa Columbia University, un treno che fatalmente le accade di poter prendere, forse l’ultimo, o magari l’unico riservatale dal destino, tuttavia questo treno le passa dinanzi in un momento in cui non è pronta, in cui è ancora soggiogata dal timore, la luce che può spegnersi, che non può più tornare, e questa stessa paura le impedisce di muoversi, così da giungere a rischiare di perderlo, di perdersi per sempre.

La copertina del libro "Paura del buio" di Christine Kaminski
L’uomo che incontra è straordinario, capace di suscitarle emozioni magnifiche, mai sentite, ma è altresì un uomo estremamente rigido, per certi versi inflessibile, che malgrado il potente sentimento germogliato in lui, combattuto ed osteggiato per quanto ritenuto incomprensibile, inaccettabile, proprio per la carenza di sincerità tra loro, si ritrova a divenire crudo, smodatamente ostile, forse malvagio.
E così Katherine, ostacolata da eventi e persone che la confondono, la arginano, che la conducono a smarrire il giusto sentiero, la verità, giunge ad un punto morto, dove anche lei rischia di morire, in ogni senso, finché qualcosa non le concederà alfine di sconfiggere la paura del buio, le consentirà di vedere nuovamente la luce, sentire il calore, l’amore, distruggere per sempre il limite del suo cuore.
“…E si voltò per guardare oltre la finestra, il cielo limpido e inondato dai raggi solari, dalla luce che ora scorgeva soltanto fuori, perché dentro di sé, era ritornato un buio pesto, inaffrontabile.”
Edizione Prospettiva Editrice, anno 2008.
“Senza Parole” di Christine Kaminski
16 gennaio 2009, scritto da kabyria · scrivi un commento
I nostri occhi trasmettono molto più di ciò che siamo disposti a dire.
Isabelle è una donna caparbia e ricolma di vita che ha lavorato tenacemente per anni, svolgendo ogni sorta di occupazione per mantenersi agli studi, al fine di conseguire ottime credenziali per diventare una dirigente di successo.
Poi un bel giorno il suo sogno si avvera, ottiene un posto come assistente personale di Damian Moore, noto magnate di un’industria delle comunicazioni, presidente della Karma Communication, ma si rende ben presto conto di quanto sia ardua questa impresa. Il suo capo, reduce dal matrimonio con una donna che lo ha ferito ed ingannato, è una persona introversa e cupa, intrattabile e burbera, in special modo con lei, poiché convinto che sia entrata di forza nella sua azienda dispensando favori sessuali allo stesso sindaco della città di New York.

La copertina del libro "Senza Parole" di Christine Kaminski
Il romanzo si svolge nel cuore di Manhattan, intorno a queste due forti personalità che si cercano e si allontanano in un continuo gioco di sguardi e di sottintesi, di sottili messaggi che non lasciano spazio alle parole, assiduamente eluse, ritenute da Damian un elemento fin troppo sopravvalutato per conoscere e conoscersi, per esibire se stessi e ciò che si vuole.
E intorno a loro, contemporaneamente, si evolvono situazioni pericolose, trame, intrighi, vicende troppo a lungo tenute nascoste, che inevitabilmente li condurranno a vivere un finale drammatico, un pericolo scampato, una felicità ritrovata.
“Il segreto per riconoscere le persone, la falsità o l’ambiguità, era sempre stato quello di scrutare lo sguardo, era da lì che emergevano tutte le qualità o le mancanze degli esseri umani, con le parole si poteva mentire, camuffare, ma con gli occhi no.”
Edizione Prospettiva Editrice, anno 2007.



