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	<title>Yurait Social Blog &#187; Luca Valente</title>
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	<description>Yurait: TU scrivi</description>
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		<title>Nichi Vendola e la sinistra che non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 11:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi guarda a sinistra, che lo si faccia con un briciolo di speranza, con nostalgia o con un lecito dubbio, l&#8217;immagine rimane sempre la stessa, quella di un fantasma impalpabile di cui si cerca affannosamente di delinearne le forme.
Dalle ultime elezioni non è cambiato nulla. Anzi. Alla batosta dell&#8217;esclusione da ogni forma di rappresentanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="nichi vendola" src="http://farm4.static.flickr.com/3514/3226055221_c7906a933f_m.jpg" alt="" width="290" height="193" />Per chi guarda a sinistra, che lo si faccia con un briciolo di speranza, con nostalgia o con un lecito dubbio, l&#8217;immagine rimane sempre la stessa, quella di un fantasma impalpabile di cui si cerca affannosamente di delinearne le forme.</p>
<p>Dalle ultime elezioni non è cambiato nulla. Anzi. Alla batosta dell&#8217;esclusione da ogni forma di rappresentanza parlamentare si è aggiunta in questi giorni l&#8217;esasperazione di una spaccatura in seno a Rifondazione Comunista che non potrà che accentuare la disarmante disaffezione degli elettori ed incrinare la fiducia degli idealisti più temerari. <span id="more-1046"></span>La nuova creatura a cui Nichi Vendola ha dato vita in questi giorni, Rifondazione per la sinistra, non fa che aumentare le perplessità nei confronti di un movimento politico incapace di reggere il confronto con la modernità.</p>
<p>Nei giorni scorsi il governatore della Puglia aveva spiegato in un intervista per Rai 3, che in un periodo di forti cambiamenti, la sinistra non era stata in grado di ascoltare la voce della gente, impegnata troppo spesso a specchiarsi in divagazioni lontane dalla realtà. Al contrario il PdL, trascinato dalla forza retorica di Berlusconi, ha saputo sintetizzare le necessità locali in emergenze nazionali, riproponendosi come la forza in grado di ascoltare le richieste di protezione e sicurezza nell&#8217;atavica lotta contro l&#8217;esercito del male. Una necessità che si sta riproponendo anche in questi giorni con l&#8217;emergenza sicurezza dopo i fatti degli stupri di Guidonia, Genova e Brescia.</p>
<p>Se da un lato il Partito Democratico rimane imballato in una zona franca privo di un&#8217;identità organica, dall&#8217;altro il movimento che faceva capo a Rifondazione Comunista non sembra in grado di assumere una conformazione politica, un&#8217;organizzazione strutturale capace di esprimere ideologie e finalità comuni e condivise. Nel guazzabuglio di partiti, miniature, frazionamenti ed alleanze, dove è finita la sinistra italiana?</p>
<p>Foto | <a href="http://flickr.com/photos/ciocci/3226055221/" target="_blank">Flickr</a></p>
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		<title>Emergenza rifiuti in Salento: tutto rinviato</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 09:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto rinviato al prossimo 30 giugno. Si è conclusa in questo modo, per il momento, la questione rifiuti in provincia di Lecce. Nei giorni scorsi il Salento si è trasformato in un&#8217;autentica polveriera. Discarica &#8220;Burgesi&#8221; di Ugento bloccata dai cittadini, raccolta dei rifiuti sospesa, cassonetti stracolmi e la sensazione che le immagini e i momenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-601" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="rifiutisalento" src="http://socialblog.yurait.com/wp-content/uploads/rifiutisalento.jpg" alt="rifiutisalento" width="240" height="360" />Tutto rinviato al prossimo 30 giugno. Si è conclusa in questo modo, per il momento, la questione rifiuti in provincia di Lecce. Nei giorni scorsi il Salento si è trasformato in un&#8217;autentica polveriera. Discarica &#8220;Burgesi&#8221; di Ugento bloccata dai cittadini, raccolta dei rifiuti sospesa, cassonetti stracolmi e la sensazione che le immagini e i momenti di tensione vissuti in Campania pochi mesi fa potessero ripetersi nuovamente.</p>
<p>I cittadini di Ugento hanno bloccato per sette giorni l&#8217;ingresso dei camion alla discarica che, ormai completa, era stata riaperta con un&#8217;ordinanza del presidente della Regione, <a class="zem_slink" title="Nichi Vendola" rel="homepage" href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=rubrica&amp;opz=scheda&amp;dp_id=3">Nichi Vendola</a>.</p>
<p>Per ora, comunque, nessuna soluzione. Le autorità hanno preso tempo rimandando ogni decisione. Fino al 31 gennaio la discarica &#8220;Burgesi&#8221; accoglierà i rifiuti della zona ATO Lecce 2 e ATO Lecce 3, mentre dal 1 febbraio esclusivamente quelli prodotti dalla ATO Lecce 3. Dal 30 giugno, la discarica dovrebbe chiudere definitivamente per far posto all&#8217;impianto più ecologico che sta sorgendo nelle vicinanze.</p>
<p>In questi casi aumenta l&#8217;amarezza per una classe politica incapace di gestire le sorti del vivere civile e di garantire la sicurezza della gente. La rabbia si dissolve in un nulla di fatto quando si mescolano l&#8217;incapacità, la mancanza di lungimiranza, per non escludere la speculazione, la corruzione o la connivenza con la criminalità. Impossibile determinare le responsabilità quando le colpe vanno oltre l&#8217;individuo. Noi non possiamo che testimoniare i fatti e sperare nella trasparenza di chi ci gestisce.</p>
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		<title>Facebook e l&#8217;intolleranza. Un nuovo caso italiano contro gli zingari</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 16:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia si ripete. E dopo il caso italiano dei gruppi neo-nazisti rimossi su richiesta di parlamentari europei, quello del gruppo di nazionalisti serbi che inneggiavano al massacro di Srebrenica, una nuova triste esperienza italiana su Facebook. Questa volta il gruppo, &#8220;Io, ACCETTO gi zingari&#8220;, in cui il verbo che presuppone una duplice accezione, esprime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia si ripete. E dopo il caso italiano dei gruppi <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/9586/facebook-ripulito-dei-gruppi-neonazisti-italiani/" target="_blank">neo-nazisti</a> rimossi su richiesta di parlamentari europei, quello del gruppo di <a href="http://www.agoravox.it/Facebook-chiuso-il-gruppo-pro.html" target="_blank">nazionalisti serbi</a> che inneggiavano al massacro di Srebrenica, una nuova triste esperienza italiana su Facebook. Questa volta il gruppo, &#8220;<a href="http://www.facebook.com/s.php?k=100000004&amp;id=41103636057&amp;gr=2&amp;sf=t&amp;sid=d37b02c843beed2a6d6e2bcc0a6b5286&amp;act=2389902508#/group.php?gid=41103636057" target="_blank">Io, ACCETTO gi zingari</a>&#8220;, in cui il verbo che presuppone una duplice accezione, esprime esplicitamente quella più infelice.<span id="more-436"></span></p>
<p><img class="aligncenter" title="il gruppo su Facebook io Accetto gli zingari" src="http://socialblog.yurait.com/wp-content/loghieimmagini/fotografie/500x256FacebokAccettiamoli.jpg" alt="" width="502" height="256" /></p>
<p>Facebook purtroppo è pure questo. E&#8217; il prezzo da pagare in cambio della libertà d&#8217;espressione. Come ho più volte ripetuto non c&#8217;è limite all&#8217;ignoranza, e l&#8217;intolleranza non è frutto che di questo. Ma la rete, come spesso ha dimostrato, è collaborazione, passione, si regolamenta da sé. E non c&#8217;è dubbio che, anche in questo caso, non mancherà l&#8217;appoggio e il sostegno dei <em>netizen</em> per evitare che la violenza gratuita e l&#8217;intolleranza di pochi possano imbrattare la trasparenza di chi vive la rete.</p>
<p>A quanto sembra il gruppo conta quasi 16.000 iscritti. Voglio pensare che sia il frutto di un&#8217;adesione incosciente, come spesso succede, uno dei tanti click impulsivi con i quali si risponde alle sollecitazioni quotidiane del social network. Spero sinceramente che per larga parte si tratti di questo. L&#8217;alternativa, neanche così remota, è che il clima d&#8217;intolleranza del paese abbia una base culturale più vasta e che ora, anche se in modo disorganizzato, abbia trovato il modo di esprimersi liberamente e dare sfogo alle emozioni.</p>
<p>Per tutti coloro che pensano che si tratti dell&#8217;ennesima vergogna italiana la risposta non può che essere razionale. Fai sentire la tua voce, &#8220;<a href="http://www.facebook.com/groups/create.php?success=1&amp;customize=&amp;gid=40163518780#/group.php?gid=40163518780" target="_blank">Chiudiamo il gruppo Io, ACCETTO gli italiani</a>&#8221; ed attendiamo che Facebook, nel rispetto dei termini d&#8217;uso del servizio, agisca di conseguenza.</p>
<p>Come recita la dicitura nella pagina di creazione dei gruppi su Facebook: <em>&#8220;Attenzione: non saranno tollerati gruppi volti ad attaccare una persona specifica o un gruppo di persone (ad esempio gruppi razzisti, sessisti o altri gruppi basati sull&#8217;odio). La creazione di simili gruppi comporterà l&#8217;immediata chiusura del tuo account Facebook.&#8221;</em></p>
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		<title>Digitale terrestre, Mediaset in calo in Sardegna</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 07:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale Terrestre]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ancora presto per fare delle analisi o previsioni a lungo termine. Ma i primi dati sull&#8217;audience in Sardegna sembrano rispettare le previsioni di quanti si auguravano il passaggio al digitale terrestre. Dal 31 ottobre la Sardegna è la prima regione italiana ad aver abbandonato il sistema di trasmissione analogico a favore della copertura digitale.
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2389/2170448724_0025ab2cc8.jpg?v=1215614294" alt="" width="270" height="203" />E&#8217; ancora presto per fare delle analisi o previsioni a lungo termine. Ma i primi dati sull&#8217;audience in Sardegna sembrano rispettare le previsioni di quanti si auguravano il passaggio al digitale terrestre. Dal 31 ottobre la Sardegna è la prima regione italiana ad aver abbandonato il sistema di trasmissione analogico a favore della copertura digitale.</p>
<p>I dati Auditel del mese di novembre segnano nell&#8217;isola una buona crescita di ascolti per Rai e Sky, mentre si registra un brusco calo per i canali Mediaset. Il calo degli ascolti per il Biscione è di circa 8 punti percentuale rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Anche i canali tradizionali Rai perdono 2 punti percentuale. Nel complesso, però, la Rai grazie alla nuova offerta digitale vede aumentare i propri spettatori dal 41,2 al 42,8 per cento. La sorpresa la regala la nuova offerta di Viale Mazzini. Rai 4, il canale indirizzato verso un target più giovane, cresce dallo 0,5% al 4%. In crescita anche gli altri canali del digitale terrestre, tra cui La7.</p>
<p>I dati, se come dicevamo restano parziali e poco attendibili, rispettano le previsioni per cui l&#8217;offerta televisiva allargata avrebbe provocato un calo dell&#8217;audience per la tv generalista. La diversificazione dell&#8217;offerta, oltre a favorire la concorrenza tra le emittenti, porterà ad un riequilibrio dei rapporti di potere tra le televisioni. In prospettiva, quindi, in attesa dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Switch-off" target="_blank">switch off</a> definitivo, c&#8217;è da aspettarsi che l&#8217;offerta televisiva, oltre a garantire maggiore qualità, possa determinare una maggiore pluralità informativa.</p>
<p>Fonte | <a href="http://www.agendacomunicazione.it/?id=3182&amp;tsd=1&amp;tit=%3Cdiv%3EIN%20SARDEGNA%20MEDIASET%3C/div%3E%3Cdiv%3EPERDE%20ASCOLTI%C2%A0%3C/div%3E%3Cdiv%3EE%C2%A0RAI%204%20BATTE%20LA%207%3C/div%3E" target="_blank">Agenda Co</a><a href="http://www.agendacomunicazione.it/?id=3182&amp;tsd=1&amp;tit=%3Cdiv%3EIN%20SARDEGNA%20MEDIASET%3C/div%3E%3Cdiv%3EPERDE%20ASCOLTI%C2%A0%3C/div%3E%3Cdiv%3EE%C2%A0RAI%204%20BATTE%20LA%207%3C/div%3E" target="_blank">municazione</a></p>
<p>Foto | <a href="http://flickr.com/photos/aaronescobar/2170448724/" target="_blank">Flickr </a></p>
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