Approvata all’ unanimità alla Camera la mozione “Battisti”
28 febbraio 2009, scritto da FabioD · scrivi un commento
Solo a fine marzo è prevista la decisione del Supremo Tribunal Federal (la Corte Costituzionale Brasiliana) in merito all’ estradizione di Cesare Battisti verso l’ Italia.
Il 26 febbraio la camera ha votato unanimemente a favore (413 presenti) della mozione presentata da Giovanni Bachelet con Giuliano Cazzola, Ferdinando Adornato, Carolina Lussana, Silvana Mura e Carmelo Lo Monte. Nella dichiarazione finale di voto Giovanni Bachelet ha dichiarato:

Vittorio Bachelet
«Malgrado le divisioni politiche, il reato di omicidio non gode di alcuna copertura politico-culturale in questo Parlamento. Per questo ci è possibile votare all’unanimità una mozione che, oltre ad esortare il governo a rafforzare la propria azione nel caso Battisti (ma anche nel caso Petrella e in tutti i casi analoghi), può anche aiutare a correggere il punto di vista di tanti amici francesi e brasiliani, frastornati da una scientifica e quotidiana opera di disinformazione promossa da salotti radical-chic che non hanno mai conosciuto la storia della democrazia italiana e la vita di quanti, umili o importanti, di destra o di sinistra, sono morti negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso in difesa della nostra Costituzione».
Giovanni Bachelet, deputato del Partito Democratico, è uno dei due figli di Vittorio, giurista, docente universitario ed esponente della Democrazia Cristiana legato ad Aldo Moro.
Il 12 febbraio 1980, al termine di una lezione, mentre conversava con la sua assistente Rosy Bindi, fu assassinato da un commando delle Brigate Rosse (di cui faceva parte Annalaura Braghetti) nell’atrio della facoltà di Scienze politiche de La Sapienza, con sette proiettili calibro 32 Winchester.
Molto bella la frase che Giovanni pronunciò durante la celebrazione del funerale del padre:
« Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri. »
Sarebbe giusto che alla fine trionfasse, prima del perdono o della vendetta, la giustizia.
Un incontro speciale.
24 febbraio 2009, scritto da Daniela Persico · scrivi un commento
Mimì De Maio è un mondo tutto da scoprire.
Giovanissimo cantautore napoletano (”anche se questa definizione mi lascia un po’ perplesso “cantautore”… certo, io scrivo la musica e le parole delle mie canzoni, ma cantautore, che parola impegnativa!“- dice Mimì sgranando i suoi occhi sempre sorridenti), a soli 23 anni ha già compiuto una gavetta di un professionista molto più grande.
Nato e vissuto per la musica (né, forse, poteva essere altrimenti: l’ha respirata insieme all’aria sin dai primi mesi; è infatti il figlio del grande Pino De Maio), Mimì non si è tirato indietro davanti a nessuna esperienza artistica: ha studiato teatro, ha lavorato per la Valtur, ha suonato con moltissimi artisti, ha partecipato a numerosi eventi (suonando tra l’altro nel 2005 alla Notte Bianca di Napoli prima del concerto di Claudio Baglione), è stato tra i protagonisti di un musical, è partito da solo per gli Stati Uniti e ha fatto per un mese l’artista di strada e, infine, quest’anno ha suonato per tutto il mese di agosto nella Taverna più “calda” del Mediterraneo, “Anema e Core” di Guido Lembo. contiinua …
Internet ci può rendere stupidi ?
23 febbraio 2009, scritto da Mario · 3 Commenti
Ho tradotto il seguente articolo , interessantissimo , così come necessario che fosse , lungo e difficile da capire fino in fondo. Ma una volta letti i primi paragrafi, il lettore si renderà conto che è proprio a causa del contenuto dell’articolo che dovrà sforzarsi di arrivare in fondo. E ne vale la pena. FIdatevi
” Dave, fermo. Fermati, vuoi? Fermo, Dave. Ti fermi, Dave?„ Così il supercomputer HAL supplicava l’ implacabile astronauta Dave Bowman in una famosa e bizzarra scena verso la fine di “2001: odissea nello spazio” di Stanley Kubrick. Bowman, essendo stato quasi ucciso dalla macchina mal funzionante, sta tranquillamente, freddamente staccando i circuiti di memoria che controllano il suo “cervello artificiale”. “Dave, la mia mente se ne sta andando” dice HAL, “Posso sentirlo. Posso sentirlo”. continua…
PD: l’ Assemblea Nazionale sceglie Dario Franceschini. Verso l’alleanza con l’ UDC
21 febbraio 2009, scritto da Antonio Rossano · 3 Commenti
Il processo di evoluzione è iniziato il 3 febbraio 1991 al XX Congresso Nazionale del Partito Comunista Italiano con il suo scioglimento ad opera di Achille Occhetto e la confluenza nel Partito Democratico della Sinistra, passato per la sconfitta elettorale del 1994 da cui nacque il primo governo Berlusconi, la conseguente alleanza con il Partito Popolare, Verdi e Rinnovamento italiano a costiuire l’ Ulivo. Continuato con la vittoria elettorale del 1996 (seguito caduta del governo Berlusconi) e sotto il primo governo Prodi (cui successe nell’ arco della legislatura Massimo D’Alema) sotto la guida di D’Alema, il Partito Democratico della Sinistra confluì, nel 1998 nei “Democratici di Sinistra” che nel 2007 si sono ulteriormente trasformati in “Partito Democratico“.

Dario Franceschini saluta Walter Veltroni
C’è da dire peraltro che, dal 1994 ad oggi, con le dimissioni di Occhetto, il gruppo dirigente è pressocchè rimasto invariato, ruotando sempre intorno alla figura di Massimo D’Alema e questo, a mio avviso, l’ elemento relamente caratterizzante di questo processo evolutivo, ovvero nella sostanza nessuna evoluzione. Il trasformismo di facciata, il cambiamento di immagine e di denominazione non è stato generato da un processo interno dibattimentale ed emancipativo che portasse anche al cambiamento degli interlocutori, allorquando si riconsceva l’ esigenza di un cambiamente e di un adeguamento organizzativo e politico.
Con la elezione di Dario Franceschini oggi, probabilmente qualcosa realmente cambierà. Franceschini è un cattolico moderato e l’ area di provenienza è quella della Margherita e del Partito Popolare. Sicuramente non avrà, nei confronti del nucleo storico dirigente di provenienza DS, un atteggiamento di dipendenza o subordinazione ma, data la forza in termini numerici di quella parte, non potrà non esserne influenzato.
Ma questo processo storico di evoluzione, nato nel 1991, è stato sostanzialmente un processo di spostamento verso il “centro”, tentando di andare ad occupare quell’ enorme spazio vuoto creatosi con l’uscita di scena della Democrazia Cristiana e abbandonando lentamente e gradualmente ogni vincolo con le posizioni estreme della sinistra tradizionale per giungere, con le elezioni politiche del 2008, alla definitiva rottura.
Franceschini è l’ uomo vero del centro, senza “difetto di origine”.
E l’ uomo del centro non potrà non tenere conto del fatto che al suo interno, il PD ha visto crescere una componente cattolica, tradizionalista e moderata che aspira ed ambisce alla ricostituzione di un grande partito di centro. Molto chiara in questo senso la posizione di Francesco Rutelli e dei molti provenienti dalla Margherita.
E molto chiaro, da parte di Franceschini, anche l’ apprezzamento verso l’ ipotesi di una coalizione forte con l’ UDC di Casini; è stato detto in questo senso, da Rutelli prima e da Franceschini poi, che la dimostrazione di questo teorema sono state le recenti elezioni amministrative: perse quelle in Abruzzo e Sardegna, senza UDC in alleanza con Di Pietro, e vinte quelle in Trentino insieme con l’ UDC.
Altra prevedibile conseguenza della elezione di Franceschini sarà il definitivo scioglimento dell’ alleanza con Di Pietro.
Testamento Biologico. Cattolici e laici, insieme per la libertà di scelta.
19 febbraio 2009, scritto da Antonio Rossano · scrivi un commento
Comprendere cosa voglia dire “informazione massificata” o “informazione pilotata”, credo che sia evidente quando, innanzi alla tragedia di Eluana Englaro, si sia proposto al mondo intero, da parte dei media tradizionali, l’ idea di una comunione di intenti e convergenza di opinioni all’ interno del mondo cattolico, in relazione alla questione del testamento biologico e della sospensione della alimentazione forzata.
Cosa che non è evidentemente così se molti esponenti della Chiesa Cattolica hanno deciso di esprimersi in favore della libertà di scelta, come ci ricorda Carlo Gubitosa nel suo Blog, riportando una riflessione di Don Angelo Casati, parroco della parrocchia di S. Giovanni in Laterano, in occasione della morte di Eluana. O come cattolicamente sostiene, con argomentazioni serie e razionali Stefania Dellerio dalle pagine online di “Giornalettismo” e se perfino il senatore Giulio Andreotti ha sostenuto trattarsi di un “problema privato”. continua…
Obama, invio di truppe in Afghanistan: prudenza o economia?
16 febbraio 2009, scritto da Antonio Rossano · scrivi un commento
Su Politico.com un articolo su quelli che sembrano essere chiari segnali relativi alle scelte militari di Obama in Afghanistan, occupa completamente la home page del sito. Ne ho tradotto la parte iniziale che analizza l’ attegiamento “politico” della Casa Bianca, tralasciando il prosieguo che entra nel dettaglio di numeri e strategie militari. La percezione che ho ricevuto è che Obama abbia iniziato una revisione profonda dell’ atteggiamento presidenziale nei confronti delle attività del Dipartimento della Difesa e del Pentagono che, leggendo l’ articolo di Politico.com, sono da attribuirsi principalmente a scelte strategiche e di corretto utilizzo delle risorse, nonchè di valutazione delle conseguenze a lungo termine.

Obama e la moglie Michelle danzano durante le cerimonia di inaugurazione
Quello che sembra in secondo piano, nell’ analisi di David S. Cloud, è l’ impatto che la crisi economica può effettivamente avere avuto su tali decisioni e sul loro rallentamento; in effetti come più volte constatato nelle strategie di comunicazione di Obama, l’ idea di attribuire ogni evento alla crisi economica potrebbe aumentare il senso di sfiducia della popolazione, con relative conseguenze sia nel campo economico che di popolarità del presidente. La qual cosa in un certo senso accade in questi giorni a seguito del mancato appoggio repubblicano al programma di stimolo dell’ economia.
Obama , al di là del suo spirito innovativo e democratico, sa bene che diecimila uomini in più in Afghanistan sono un impegno che gli Stati Uniti in questo momento forse non possono sostenere. E quindi la richiesta agli alleati europei, di un fattivo aiuto alla politica Usa in quei territori, attraverso l’ incremento dei rispettivi contingenti militari anche con l’ utilizzo di forze Nato .
Considerato il livello di coinvolgimento dell’ Italia nelle questioni internazionali a fianco degli Stati Uniti e nella Nato, le scelte di Obama non potranno non riflettersi, su più livelli, anche sulle scelte di politica internazionale del nostro paese. E la questione Afghanistan, come riportato da giornali e televisione, sembra essere stata al centro dell’ ultimo colloquio telefonico tra Berlusconi ed Obama, la scorsa settimana.
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Obama slows down troop boost decision
(Obama rallenta la decisione sull’ aumento delle truppe)
da Politico.com, articolo di David S. Cloud del 16.02.2009
Il Presidente Barack Obama sta rallentando la sua prima decisione di inviare truppe al fronte, che potrebbe essere un segno di maggiore autonomia rispetto a quelle che sono le aspettative dei leader militari statunitensi.
La metodica decisionale del nuovo Presidente offre una rapida visione su come il nuovo “comandante in capo” si avvicinerà alla guerra in Afghanistan e ha sorpreso alcuni funzionari del Pentagono, che avevano predetto più volte nelle ultime due settimane che Obama avrebbe deciso nel giro di pochi giorni su ulteriori forze, dovendo riscontrare solo i rinvii della Casa Bianca.
Invece di firmare rapidamente, in tutto o in parte, la richiesta inoltrata già da tempo dal Pentagono per tre nuove brigate dell’ esercito ed unità della Marina, per un totale di oltre 10.000 soldati, Obama ed i suoi aiutanti interrogano il calendario, studiano la missione e anche la composizione delle nuove forze, come riportato da fonti ufficiali a conoscenza delle decisioni presidenziali.
L’ ultimo dei segnali incrociati è giunto venerdì, quando Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca, ha detto che Obama “non ha preso una decisione di aumentare la nostra forza in Afghanistan”, tre giorni dopo che fonti ufficiali del Pentagono avevano detto che la decisione sarebbe giunta in settimana. Il segretario della difesa, Robert Gates ha definito l’ approccio di Obama alla sua prima decisione sulle truppe “assolutamente appropriato”.
Il “ritmo” lento e deliberato di Obama, rappresenta un’ altra rottura con lo stile del suo predecessore. L’ ex presidente George W. Bush ha sottoscritto di solito rapidamente le richieste di ulteriori truppe dei suoi comandanti, impegnandoli raramente in lunghe discussioni su come e dove sarebbero state utilizzate le truppe. Tali decisioni sono generalmente state assunte in breve tempo, tra i comandanti in campo e il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, che ha sempre favorito il mantenimento dei livelli di truppe sia in Iraq che in Afghanistan, tranne quando Bush entrò direttamente in campo, spingendo nelle decisioni i riluttanti comandanti per la “surge”, la decisione di inviare circa 30.000 ulteriori truppe in Iraq alla fine del 2006 e all’inizio del 2007.
In questo senso l’ idea di Obama, nelle prime settimane della presidenza, di inviare una “mini-surge” per invertire la tendenza al peggioramento della situazione in Afghanistan, ha datò l’ idea di una somiglianza con il Bush di fine 2006.
“Io personalmente sono fiducioso che il Presidente Obama farà qualcosa che il Presidente Bush non ha fatto particolarmente bene,” ha detto John Nagl, presidente del Nuovo Centro per la Sicurezza Americana e ufficiale dell’esercito in pensione. “Penso che egli stia pensando non solo al primo livello di conseguenze di impegnare altre truppe, ma al secondo ed al terzo “.
La richiesta di forze addizionali in Afghanistan dell’ anziano comandante Gen. David McKiernan, è pervenuta prima che l’ amministrazione avesse completato la revisione della strategia per l’ Afghanistan che appare essere l’inizio di un cambiamento su come le forze americane e NATO verranno utilizzate.
I funzionari hanno riferito che, anche se la decisione sulle truppe è considerata come un questione di routine, la discussione tra Obama, Gates e il Capo di Stato Maggiore, si è evoluta in una più ampia discussione su obietivi e metodi in Afghanistan, anche prima della conclusione del riesame.
Perché la canzone “Il Pettirosso” di G. Paoli rappresenta una ferita per coloro che che hanno subito abusi nell’infanzia
14 febbraio 2009, scritto da Bellyx · 24 Commenti

Sono una psicoterapeuta, da venticinque anni impegnata nella cura del disagio mentale, la cosiddetta “follia”, ma anche di quei bambini (ed ex-bambini) silenziosi e angosciati che sono stati fatti oggetto di un abuso sessuale e fisico, ma soprattutto psicologico e mentale. continua …
Partecipazione e condivisione per difendere l’informazione, davvero
13 febbraio 2009, scritto da Bernardo Parrella · 3 Commenti
Il tema della “manipolazione dell’informazione” rimane caldo. Lo ribadiscono, per l’Italia, le varie ricadute del caso Eluana, come segnalato nel post precedente. Rispetto a vicende specifiche come quel “sondaggio gonfiato” del Corriere.it, direi che spetta innanzitutto a noi utenti e giornalisti accorti tenere gli occhi gli aperti, impiegando massima trasparenza e minime capacità tecniche per risolvere simili impicci o comunque contenerne al minimo i danni. Né prenderei quel caso come modello di chissà quali manipolizioni su larga scala. continua…
Shock emozionale
12 febbraio 2009, scritto da epanto · 2 Commenti
Niente sarà più come prima, mi pare abbia detto la Senatrice Finocchiaro in relazione al tentativo del Governo in carica di imporsi sul potere giudiziario, a seguito della vicenda Englaro. Pur se ritengo che quell’espressione sia sempre vera, l’intera vicenda ha creato una tale tensione mediatica e sociale che, al di là degli squallidi calcoli politici, ha prodotto e produrrà ricadute di tipo diverso sulla nostra vita.
Non parlerò di Cossiga che “anche in conseguenza dei recenti comportamenti istituzionali del Presidente della Repubblica, ha presentato un Disegno di Legge per l’abrogazione dall’articolo 278 del codice penale, che prevede come reato l’offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica”. continua…
Studio Illegale.
8 febbraio 2009, scritto da Daniela Persico · 1 Commento

Copertina del libro di Duchesne
La vita negli studi legali, in quei particolari studi cosidetti law firm (firme del diritto), quelli con fatturati con sei zeri e centinaia di “dipendenti”, giovani avvocati di altissima preparazione.
Questo il plafond di uno dei blog più famosi in Italia:.
Un blog nato nel 2007 e cresciuto in poco meno di due anni, sino a diventare una delle più grosse realtà della piattaforma Splinder con oltre 1400 visite quotidiane e centinaia di commenti ad ogni post. continua…



