La foto incriminata e le tante bugie
25 febbraio 2010, scritto da sergio · scrivi un commento
Lui la mafia la sconosce. O almeno cosi dice. Il senatore del PdL Di Girolamo, indagato per lo scandalo Fastweb, smentisce ogni accusa di vicinanza alla ‘ndrangheta. Peccato che, come tendono a dimostrare le foto pubblicate da “L’espresso”, l’onorevole sia diventato onorevole grazie ai colleghi uomini di onore. Di Girolamo nell’Aprile 2008 fu fotografato durante una cena elettorale guarda caso con il famoso boss mafioso Franco Pugliese e con Gennaro Mokbel, considerato ambasciatore della mafia a Roma.
Come giustificherà queste foto il senatore Di Girolamo?
Gli “Amici” del “X-Festival”
23 febbraio 2010, scritto da sergio · scrivi un commento
SANREMO- Noi giornalisti, o se volete pseudo giornalisti, abbiamo sempre da criticare, dire e ridire. Ma non questa volta. Almeno non io. Il Festival della Canzone Italiana del 2010 è stato bello, come non ne vedevo da tanto, tanto tempo. A partire della qualita delle canzoni, tranne quelle che sono salite sul podio che erano le peggiori di tutto il Festival. Mi è piaciuto il contesto in cui si è svolto, un contesto di polemiche che lo hanno reso affascinante, interessante e soprattutto seguitissimo. Mi è piaciuta la scenografia enorme, appariscente e superelegante. Mi sono piaciuti gli ospiti. Ma soprattutto mi è piaciuta la conduttrice, Antonella Clerici nella forma più bella di tutta la sua carriera.
Share altissimo per tutte le sere, attestato sempre sopra i 10 milioni di ascolti. Nella serata finale invece sono stati 12 milioni 462 mila (share del 53.21 per cento) i telespettatori che hanno seguito su Raiuno la serata finale del 60° Festival di Sanremo, in onda dalle 20.37 alle 01.00. Il picco di ascolto alle 22.13 con 15 milioni 195 mila spettatori. Il picco di share alle 24.48 con il 77.34 per cento.
Vince la canzone di un giovane, il diciannovenne Valerio Scanu con Per tutte le volte che… Ma vengono esclusi dal podio le canzoni più belle. Noi che abbiamo fatto i pronostici non avevamo mai pensato a questa combinazione, eppure hanno vinto, sono stati contestati, ma si sono aggiudicati i primi tre posti. Via Malika, via Povia, via la bellissima canzone di Ruggeri, via la grande Grandi, via i migliori, la vittoria è di chi appare sempre in TV. Scanu lo abbiamo visto nei panni dell’allievo della De Filippi, Pupo & “il PrinciPerso” conduttori già di un progamma, Marco Mengoni, detto anche “l’urlatrice”, lo avevamo visto ad X-Factor.
Ecco invece il mio podio, un mio giudizio personale che a quanto ho capito è simile a quello di molti:
Malika Ayane . La sua canzone è la più interessante del Festival, la sua voce è la più bella, tecnicamente la più elaborata. Lei è la più affascinante. Malika Ayane: Ricomincio da Qui
Povia. Testo dal tema forte, equilibrato ed emozionante. Orecchiabile e soprattutto radiofonica.
Irene Grandi. Testo elegante, musicalmente buona. Lei è uno spirito libero… Mi aspettavo qualcosa più alla Gianna Nannini, ma questo fromat mi piace e già lo canto.
Papaveri e Papy, il Principe cannolo, una lacrima sul deja vù.
21 febbraio 2010, scritto da AntonioMa · scrivi un commento

Elio e le Storie Tese
Nel 1996 al festival di Sanremo arrivava seconda una canzone “La Terra dei cachi” (per arrivare dalla terra dei cachi fino in tutti laghi ci sono voluti ben 14 anni) di Elio e le Storie Tese, un gruppo allora poco conosciuto dai più ma con forti estimatori tra le (allora) giovani generazioni. Il testo racconta la vita e le abitudini dell’Italia travolta da scandali su scandali (il pizzo, episodi criminali mai puniti) e piena di comportamenti che caratterizzano i clichè del cittadino italiano nel mondo, come la passione per il calcio, la pizza e gli spaghetti. Leggi tutto
Lettera aperta di alcuni albanesi in risposta alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi
14 febbraio 2010, scritto da Amministratore · 2 Commenti
Pubblichiamo integralmente, così come pervenuta.
Sono Irida Cami, corrispondente a Roma della Tv albanese Top Channel. Vi inoltro una lettera aperta in risposta alle dichiarazioni di ieri del Primo Ministro. Ho visto che voi ne avete parlato (una piccola svista:Berlusconi parlava da Roma ieri e non dall’Albania).
Grazie
Irida Cami
Se non fosse per le affermazioni goliardiche del Primo Ministro italiano, la visita del 12 febbraio a Roma del suo omologo albanese Sali Berisha, forse sarebbe passata inosservata. Ma durante la conferenza stampa, mentre si parla della lotta contro i famigerati scafisti e gommoni, Berlusconi afferma :“«Faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze». Nonostante il Premier italiano sia noto per le sue battute infelici, riteniamo che quanto da egli dichiarato sia un’affermazione offensiva nei confronti delle donne albanesi che vivono e lavorano onestamente in Italia e Albania e si prende beffa di una della piaghe sociali più gravi della transizione democratica albanese: la tratta di esseri umani.
Il premier italiano dovrebbe sapere che c’è già chi porta in Italia “le belle ragazze albanesi”, e le mette a lavorare come carne fresca sui marciapiedi italiani, oppure in finti centri benessere dove benestanti italiani si servono di loro per alleggerirsi dai loro carichi pesanti di lavoro e responsabilità. Sono i trafficanti di esseri umani e la criminalità organizzata che gestisce lo sfruttamento della prostituzione. Elevare un argomento cosi delicato e doloroso, a inopportune battute sessiste e maschiliste, offende il lavoro e l’impegno di quanti si battono affinché la donna non sia trattata come un oggetto, ma goda di pari opportunità. Ma ferisce anche quelle famiglie albanesi colpite dal dramma di una figlia rapita, violata e segregata, talvolta perduta per sempre.
Siamo profondamente dispiaciuti e addolorati che il Premier del paese in cui viviamo e aspiriamo a diventarne pieni cittadini, dimostri un atteggiamento altamente offensivo nei confronti del nostro paese di origine e dia un immagine cosi arretrata dell’Italia. Chiediamo una rettifica e scuse formali a tutte le donne albanesi che vivono e lavorano in Italia.
Ismail Ademi – Consulente interculturale
Irida Cami – giornalista
Olti Buzi – Editore Albanianews
Keti Biçoku – giornalista
Bota Shqiptare
Alban Trungu –Albamedia
Brunilda Ternova –giornalista e traduttrice.
Migena Proi – giornalista e scrittrice
Arlid Hajro – Lega degli artisti albanesi in Toscana
Arta Nikaj – Presidentessa ASUF – studenti albanesi a Firenze
Darien Levani – Scrittore
Galdiola Jahoj – Associazione albanese RILINDJA
Ermelinda Nikaj Mundija – AlbaPrato – Associazione albanese di Prato
Emila Markgjonaj – psicologa
Ledia Miraka – avvocato
Belle ragazze di tutto il mondo unitevi! (… e venite in Italia)
13 febbraio 2010, scritto da AntonioMa · 4 Commenti
Dall’Albania il nostro amato Premier ha ironizzato – appoggiato dal suo omologo albanese – sugli sbarchi clandestini che sovente ci portano gommoni pieni di albanesi in Italia e quindi nella UE.
Berlusconi e Berisha
In particolare, alla frase di Berisha, il Primo Ministro albanese “”Non voglio che gli albanesi muoiano, non voglio che i criminali arrivino in Italia”, seguiva la battuta del nostro Primo Capocomico che ha detto ”Faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze”. In Italia invece impazzava il caso Bertolaso, inutile ve lo ricordi io qui; tutti avete letto di cosa si tratta. Il corpo femminile oramai, è, coram populi, oramai ridotto ad una tangente, cioè ad un valore monetario: diremmo con Marx ha un valore di scambio ma ha perso il suo valore d’uso.
Belle ragazze di tutto il mondo unitevi! (e venite in Italia) – parafrasando Marx -troverete frotte di potenti e di ricchi (provenienti anche da altri paesi) pronti a usufruire dei vostri servigi e della vostra beltà ma, appena mettete piede in Italia scordatevi della vostra integrità morale e mettetevi sotto i piedi ogni sentimento: ciò che conta è il valore di scambio della vostra apparenza. Mi raccomando, però, se il potente di turno vi corteggia, fate finta che lo adorate per quello che è non per quello che potrà darvi in cambio. E’ ipocrisia, ma tant’è…
Belle ragazze nei festini, belle ragazze nei centri benessere (che fanno massaggi thailandesi), belle ragazze in televisione che non san far nulla; nulla? Il dubbio balena alla mente!
Povero Kant (chi era questo carneade?) ed il suo principio del rispetto per le persone! Il rispetto per le persone, è espresso dalla seconda formulazione dell’imperativo categorico kantiano: “Agisci in modo da considerare l’umanità, sia nella tua persona, sia in quella di ogni altro, sempre anche al tempo stesso come scopo e mai come semplice mezzo” ( I. Kant, Fondazione della metafisica dei costumi, tr. it. di V. Mathieu, Rusconi, Milano, 1994, pp. 144-145). Kant identifica la “persona” con la presenza di una natura razionale o meglio con la presenza individuale di una natura razionale (l’umanità si dà nelle persone, nella propria ed in quella degli altri), la vita personale è una unità composta da cinque dimensioni: corporeità, desiderio, ragione e libertà e frequenti sono i richiami alla sua dignità ed al rispetto dovutole in quanto la natura la designa come fine in sé; è la stessa natura così pone limiti all’arbitrio, cioè rende la “persona” oggetto di rispetto.
L’essere umano considerato come “persona” non può essere mai un mezzo per raggiungere i fini degli altri, ma nemmeno i propri, e, in quanto fine in sé, possiede una dignità, cioè un valore intrinseco assoluto; rispettare le persone come fini in sé implica il riconoscimento di ogni persona come un altro sé, ma contemporaneamente uguale a me (come appartente alla razza umana). Alcuni diranno che questo è moralismo, altri diranno che queste idee sono così incastonate nella nostra cultura che sono diventate cose ovvie. Io, invece, invito a pensare a queste massime nei panni di quelle persone che hanno fatto merce del proprio corpo oppure di pensare se al posto di queste donne si fossero trovate donne a voi care che effetto vi sortirebbe?

Copertina del Sunday Times
Se le ragazze belle sono viste come degli oggetti di consumo, cosa ne è delle ragazze bruttine o brutte? Queste non sembrano apparire neanche minimamente nell’orrizzonte che circonda la maniera di vedere predominante oggi in Italia. Le ragazze bruttine o brutte non esistono, non fanno parte della razza umanaVIP, non hanno accesso o non hanno chance – neanche tramite scambi di favori sessuali: sono relegate ad una vita marginale o devono sperare, tutt’al più, di “acchiappare” un uomo benestante. Alla faccia del femminismo!
E gli uomini? Beh, qui non c’è discriminazione tra uomini belli e brutti (Brunetta docet): il discrimine è su altri livelli (ricco/povero, figlio di papà/figlio di disoccupato, bamboccione/operoso, e chi più ne ha più ne metta).
Ma allora che ne direste di vendere l’Italia ai soliti noti, e andare via tutti noi che bruttine, brutte, disoccupati, emarginati e lasciare a loro e alle loro belle ragazze una Italia vuota, immalinconita senza quella ricchezza di caratteri che la caratterizza, in balia dei soliti noti senpre più ricchi ma sempre più soli?
Informatici Senza Frontiere fanno tappa a Napoli
2 febbraio 2010, scritto da titticimmino · scrivi un commento
Condividere conoscenze e utilizzare strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di emarginazione e difficoltà. Ecco il focus di Informatici senza Frontiere, Onlus che si occupa, in Italia e nei paesi in via di sviluppo, di progetti di solidarietà attraverso un uso sostenibile delle tecnologie. Nata alla fine del 2005 per iniziativa di un gruppo di manager veneti, Isf offre corsi e strumenti di alfabetizzazione informatica e realizza sistemi informativi in realtà particolari quali ospedali, carceri, case di accoglienza e scuole.
Il primo incontro di ISF organizzato grazie alla collaborazione tra Napoli Business, e Qadra, si terrà presso Citta della Scienza aula Byte, mercoledì 3 febbraio dalle ore 18.00 alle ore 20.00 (http://bic.cittadellascienza.it/lazienda/come-raggiungerci)
Programma delle giornata:
- missione ISF
- organizzazione attivita’ e resoconto delle attività svolte nel 2009
- attivita’ locali
- varie
ISF per l’Abruzzo, Telecomunicazioni per l’Africa, Bambini al PC-Ospedale di Trieste, Università Masi Manimba, sono solo alcuni dei progetti che ISF portano avanti grazie al sostegno delle aziende , dei singoli e di quanti vogliono mettere la propria conoscenza al servizio del sociale..
Questo è l’Umanesimo del secolo della tecnologia!




