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Nichi Vendola e la sinistra che non c’è

26 gennaio 2009, scritto da Luca Valente 

Per chi guarda a sinistra, che lo si faccia con un briciolo di speranza, con nostalgia o con un lecito dubbio, l’immagine rimane sempre la stessa, quella di un fantasma impalpabile di cui si cerca affannosamente di delinearne le forme.

Dalle ultime elezioni non è cambiato nulla. Anzi. Alla batosta dell’esclusione da ogni forma di rappresentanza parlamentare si è aggiunta in questi giorni l’esasperazione di una spaccatura in seno a Rifondazione Comunista che non potrà che accentuare la disarmante disaffezione degli elettori ed incrinare la fiducia degli idealisti più temerari. La nuova creatura a cui Nichi Vendola ha dato vita in questi giorni, Rifondazione per la sinistra, non fa che aumentare le perplessità nei confronti di un movimento politico incapace di reggere il confronto con la modernità.

Nei giorni scorsi il governatore della Puglia aveva spiegato in un intervista per Rai 3, che in un periodo di forti cambiamenti, la sinistra non era stata in grado di ascoltare la voce della gente, impegnata troppo spesso a specchiarsi in divagazioni lontane dalla realtà. Al contrario il PdL, trascinato dalla forza retorica di Berlusconi, ha saputo sintetizzare le necessità locali in emergenze nazionali, riproponendosi come la forza in grado di ascoltare le richieste di protezione e sicurezza nell’atavica lotta contro l’esercito del male. Una necessità che si sta riproponendo anche in questi giorni con l’emergenza sicurezza dopo i fatti degli stupri di Guidonia, Genova e Brescia.

Se da un lato il Partito Democratico rimane imballato in una zona franca privo di un’identità organica, dall’altro il movimento che faceva capo a Rifondazione Comunista non sembra in grado di assumere una conformazione politica, un’organizzazione strutturale capace di esprimere ideologie e finalità comuni e condivise. Nel guazzabuglio di partiti, miniature, frazionamenti ed alleanze, dove è finita la sinistra italiana?

Foto | Flickr

Commenti dei lettori

Un Commento a “Nichi Vendola e la sinistra che non c’è”
  1. amedeo russo scrive:

    bella domanda, Luca…. ma forse la risposta non c’è!!
    La sinistra è qualcosa che non esiste più da quando coloro che si sono posti a dirigere, hanno perduto il contatto con la base. Forse se dovessimo definire la sinistra (teorica) io la definirei proprio come una forza di base: ma adesso questo legame è spezzato, non esiste. Il centro sinistra che ha governato, ha usato mezzi e metodi della vecchia DC, perdendo i propri riferimenti programmatici e le proprie idee.

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