Sacrifici umani ad Atene
9 dicembre 2008, scritto da FabioD

Immagine scontri guerriglia ad Atene
Non posso fare nulla per alleviare il suo dolore, ma le assicuro….lo stato agirà, come deve, affinché la tragedia di ieri non si ripeta più”. Queste le parole del primo ministro Kostas Karamalis al padre di Alexis Grigoropoulos, il ragazzo di 15 anni ucciso da un poliziotto sabato scorso nel quartiere Exarchia di Atene.
Viene sparato al petto Alexis Grigoropoulus, era con i suoi amici, qualche parola di troppo ed è nato un diverbio con dei poliziotti, uno di questi gli ha sparato e lui è morto.
Due agenti sono stati arrestati, uno con l’accusa di omicidio volontario (Epaminondas Korkoneas, 37 anni) e l’altro di complicità in omicidio (Vassilis Saraliotis, 31 anni). Il primo, quello che ha sparato, ha detto di aver esploso due colpi in aria e uno a terra; quest’ultimo sarebbe rimbalzato colpendo il giovane.
Il sacrificio umano di questa giovane vita fa scoppiare una guerriglia dalle dimensioni crescenti. Da una rivolta contro la riforma universitaria si passa allo scontro urbano contro il governo conservatore che continua a esibire un atteggiamento di forza. Commozione per il ragazzo e condanna per i violenti.Immagine scontri guerriglia ad Atene
La voglia di normalità, che traspare dal ripulire le vetrine infrante da sassi dalle schegge di vetro e le hall dei lussuosi alberghi dai lacrimogeni, cozza con questo forte malessere della nazione.
L’opposizione chiede le dimissioni dell’esecutivo e domani ci sarà uno sciopero generale. Forse ci saranno le stesse scene di guerriglia urbana, lacrimogeni, manganelli, volti coperti da passamontagne.
La rabbia esplode e, di fronte a tale escalation, non si riesce a leggere bene il fenomeno.
E’ rabbia di pochi, è un malessere diffuso? La politica non dà risposte esaurienti, la politica non ascolta la gente, la politica è lontana dalle persone.
Altari con sacrifici umani serviranno a qualcosa?



