Freddie Mercury o l’odissea di un divo contemporaneo
25 novembre 2009, scritto da AntonioMa
Diciotto anni fa moriva il leader dei Queen, Freddie Mercury. Freddie Mercury ha avuto una vita complessa segnata da diversi spostamenti da un continente all’altro. Nella parte vocale della bellissima e famosissima Bohemian Rhapsody (A Night at the Opera, 1975) il cui valore compositivo ed artistico occupa un posto di primo piano nella storia della musica – Mercury racconta, come se fosse una autobiografia, dei traumi subiti non solo durante la sua gioventù (come confermato dal suo collega Brian May), in un caleidoscopio di sensazioni, ricordi e paure mischiate insieme, il cui significato va colto sia in maniera allegorica che in maniera traslata.

I Queen nel famoso videocapture di "Bohemian Rapsody"
“I’m just a poor boy nobody loves me
He’s just a poor boy from a poor family
Spare him his life from this monstrosity
Easy come, easy go, will you let me go?
Bismillah! No, we will not let you go
Let him go
Bismillah! We will not let you go”
Freddie Mercury, il cui vero nome era Faroukh Bulsara, nasce a Stone Town, parte vecchia della città di Zanzibar in Africa, da una famiglia Parsi originaria dello Gujarat (India occidentale). I Parsi sono una popolazione che circa 1000 anni fa sono migrati dall’Iran all’India e che ancora preserva il culto dello zoroastrismo (Zubin Mehta, il famoso direttore d’orchestra è un Parsi). Una testimonianza del suo legame con la cultura dello zoroastrismo è la frase “Bismillah! No, we will not let you go”, in Bohemians Rhapsody. La frase contiene, infatti, un riferimento religioso: “Bismallah“, appunto, (che in arabo è l’equivalente al cattolico “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”) che ha origine semita. La stessa parola è usata con la stessa valenza nella lingua Parsi e Hindi: probabilmente la parola ha origine più antica della stessa religone islamica ed è probabilmente di origine persiana e zoroastriana (che è tra le più oscure e antiche religioni dell’umanità e certamente la prima religione a credere nel monoteismo).

targa sulla casa natale di F. Mercury a Zanzibar (cortesia I. Parma)
All’età di otto anni Faroukh fu mandato al collegio scolastico del St. Peter’s Boys School, a Panchgani (Mumbay, in India) dove inizò ad essere chiamato Freddie e dove il nostro iniziò a formare le prime band musicali. Dopo avere trascorso gran parte dell’adolescenza in India con la nonna e la zia e dopo aver fatto ritorno in patria nel 1962, a 17 anni dovette spostarsi con la famiglia in Inghilterra per via della rivoluzione di Zanzibar, che stava minando la stabilità politica del paese. I Bulsara si stabilirono in una piccola casa a Feltham, vicino, all’allora swinging Londra. Freddie intanto proseguì gli studi al Isleworth Polytechnic (oggi chiamato West Thames College) e, più tardi, ottenne un diploma in arte e design grafico presso il Ealing Art College.
Questo continuo spostarsi tra tre continenti, in una età piuttosto critica come quella adolescenziale, potrebbe aver provocato diversi traumi nel giovane Freddie Mercury. In questa ottica potrebbe essere visto la seconda parte del passo di Bohemian Rhapsody (”Easy come, easy go, will you let me go? Bismillah! No, we will not let you go
Let him go Bismillah! We will not let you go”) che sembra voler alludare – anche – alla traumatica partenza della famiglia Bulsara verso il Regno Unito dovuta appunto alla rivoluzione di Zanzibar.
Il 1975 segna un’altra importante svolta nella sua carriera musicale e nella sua vita privata: Mercury, probabilmente conscio di non essere totalmente eterosessuale, trasforma il suo rapporto di amore e passione con Mary Austin in un rapporto di amore fraterno (”Mama” in Bohemians Rhapsody sembra riferirsi proprio a Mary Austin). Nemmeno i suoi genitori sono al corrente della sua bisessualità: quando sono in visita nella sua casa a Garden Lodge, Mercury chiama sempre Mary per creare un’atmosfera di normalità agli occhi dei genitori. Questo fatto della sua vita sembra suggerire il passo di Bohemian Rapsody
“Mama, life has just begun
But now I’ve gone and thrown it all away
Mama, ooh
Didn’t mean to make you cry…

la casa natale di Freddie/Faroukh a Stone Town cortesia di I. Parma
I’ve got to go
Gotta leave you all behind and face the truth”
Mary Austin gli rimase vicino fino all’ultimo insieme all’ultimo partner di Mercury, Jim Hutton, occupandosi di lui, costretto a letto dalla sua malattia (ricordiamo che Mercury è morto di HIV). Mercury dichiarò in una sua intevista ad un giornale che “Tutti i miei amanti mi chiedono perchè nessuno di loro può rimpiazzare Mary, ma questo è semplicamente impossibile. Il solo amico che ho mai avuto è Mary e non voglio nessun’altro al suo posto. Per me, lei era come una moglie, era come se fosse un reale matrimonio. L’uno crede all’altro, e questo è abbastanza per me”. Nonostante vivesse apertamente la sua bisessualità, Mercury smentì però la smaccata connotazione omosessuale del video I want to break free (The Works, 1984) con questa frase: “Ma il travestimento del video di I Want to Break Free non è affatto una dichiarazione di appartenenza gay; se avessi fatto una cosa del genere, la gente si sarebbe messa a sbadigliare. Mio Dio, guarda Freddie che dice di essere gay perché è una cosa di moda”. Altre fonti, però suggeriscono che Freddie Mercury fosse apertamente gay.
La vita di Freddie Mercury sembra quindi epigona delle problematiche, della tribolazione interiore e della incertezza della vita che oramai gran parte delle persone viventi in questo periodo sembrano passare: dall’alienazione che porta lo staccarsi in età adolescenziale dal posto in cui si vive e si hanno i primi amici in una età critica; al dover vivere in una città frenetica e multiculturale come Londra che da una parte dà alle persone l’opportunità di poter perseguire le proprie ambizioni di carriera, ma che dall’altra vuole indietro un ‘altro prezzo (come sembra suggerire un’altro passo delle liriche di Bohemian Rhapsody: “Beelzebub has the devil put aside for me, for me, for me!”). Questo passo però sembra anche suggerire dei sensi di colpa per i suoi primi rapporti omosessuali – ricordo che la famiglia di Mercury era fortemente religiosa. Alienazione, tribolazione spirituale e quindi l’essere intercettati dentro il meccanismo del nomadismo e della società dello spettacolo hanno segnato la vita di Freddie/Faroukh e che ora sta segnando la vita di milioni di persone meno fortunante e popolari di lui.



