Top

Odio, campagne mediatiche e regime

20 dicembre 2009, scritto da Antonio Rossano 

Che la situazione attuale del nostro paese abbia in  sè i germi pericolosi del regime è più che una semplice sensazione .
Ci sono delle similitudini che lasciano un brivido nella schiena.
Nel famoso discorso del 3 gennaio 1925 alla Camera dei Deputati (due giorni dopo vennero definitivamente soppresse le attività parlamentari), Mussolini, nell’ avocare a sè la responsabilità morale, politica e storica dell’ omicidio di Giacomo Matteotti, avvenuto pochi mesi prima (16 agosto 1924), parla così degli attacchi ricevuti da parte dell’ opposizione, in relazione a quegli eventi:

Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica. Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. (vive approvazioni). Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. (Applausi vivissimi e prolungati). Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! (Approvazioni). Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. (
Approvazioni).
E intanto c’è un risultato di questa campagna! Il giorno 11 settembre qualcuno vuol vendicare l’ucciso e spara su uno dei nostri migliori (Armando Casalini, deputato fascista, viene assassinato a Roma; l’ omicida, il comunista Giovanni Corvi, dichiarò di aver agito per vendicare l’ on. Matteotti) , che morì povero. Aveva sessanta lire in tasca. (
Applausi vivissimi e prolungati. Tutti i deputati sorgono in piedi).

Mussolini imputa un evento cruento, l’ omicidio del deputato fascista Casalini, ad una campagna mediatica costruita ad arte dalle opposizioni. E’ evidente che l’ omicidio di Casalini e l’ attentato subìto da Berlusconi sono eventi di portata diversa, ed in quel caso esisteva una reale ed esplicita correlazione tra due eventi cruenti.
In quel caso, nei giorni che seguirono il discorso di Mussolini sopracitato, il fascismo cancellò dalla sera alla mattina il parlamento e, con esso, i diritti costituzionali degli italiani.

In questi giorni, Eugenio Scalfari dalle colonne di Repulbblica, ci ricorda i proponimenti del governo: “…Nell’articolo pubblicato dal Giornale il 18 dicembre, Verdini elenca gli obiettivi che il Pdl si propone di realizzare nei prossimi mesi e descrive come meglio non si potrebbe il ruolo di Berlusconi. “Lui ha costruito la figura del leader moderno – scrive Verdini – anzi ha costruito la leadership come istituzione. Per affrontarlo, anche gli altri partiti dovranno affidarsi ad una leadership e se non riusciranno a farlo saranno sempre sconfitti.
Ma anche i “media” non potranno esimersi dal concentrare sul leader la loro attenzione, se vorranno cogliere il vero significato di quanto accade”.
Segue l’elenco degli obiettivi: smontare la Costituzione e adeguarla alla Costituzione materiale; cambiare il sistema di elezione del Csm e quello della Corte costituzionale; riformare la giustizia separando le carriere dei magistrati inquirenti da quelle dei giudicanti; concentrare nella figura del premier tutti i poteri dell’Esecutivo e sancire che tutti gli altri poteri siano tenuti a collaborare lealmente con lui perché lui solo è l’eletto del popolo e quindi investito della sovranità che dal popolo emana
….”

L’ opposizione, nel 1925 era frantumata ed intimorita, incapace di unirsi di fronte all’ evidente incombente pericolo rappresentato dal fascismo.

L’ opposizione, nel 2009, è composta di orti ed orticelli, incapace di unirsi su temi ed obiettivi comuni.

I padri costituenti scrissero la costituzione con un sistema forte di pesi e contrappesi basato sulla netta divisione dei poteri e la sovranità del popolo costituita non in un capo di governo, bensì in un parlamento democraticamente eletto.

La costituzione, secondo i propositi dei nostri governanti diverrà solo un insieme di regole atte ad asseverare lo “status quo” di uno stato non più ad essa conforme.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

Commenti dei lettori

Un Commento a “Odio, campagne mediatiche e regime”
  1. AntonioMa AntonioMa scrive:

    Il grande problema che oggi attraversiamo è il continuo depaupermaneto delle risorse culturali del paese. Per affrontare certi discorsi non si possono affermare dei concetti alla lettera (tipo quello che la sovranità appartiene al popolo dimenticando che la nostra Costituzione dice anche “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”). Che dire allora del 1° capo (L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro) di cui non solo i nostri politici si sono dimenticati? E che dire dei vituperi che si sono beccati coloro i quali hanno partecipato al No Berlusconi Day. Dopotutto hanno esercitato la loro sovranità nei limiti previsti dalla costituzione (I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi)? Oppure la sovranità si riferisce solo al momento del voto? Questo sarebbe un concetto molto restrittivo di “sovranità popolare” che farebbe di paesi come la Cina o l’Iran paesi democratici. Comuqnue, se il futuro ci riserva un nuovo fascismo, si vedrà molto presto e sarà un frutto non solo della classe politica ma anche della marginalità e della arretratezza culturale del nostro paese.

Esprimi il tuo pensiero

Scrivi un commento...
e se vuoi aggiungere una foto al tuo commento crea un gravatar!

Bottom