Innovazione città e sviluppo: ecco Justine il robot che prepara anche il tè
20 gennaio 2010, scritto da titticimmino
Se ne parlerà sabato alle 17.30 presso la saletta verde della libreria Guida Merliani, al Vomero.
Un robot per gli anziani e i disabili in grado di compiere le azioni della vita di tutti i giorni grazie a mani prensili e all’intelligenza artificiale che li rende consapevoli dello spazio nel quale operano. È il progetto «Dexmart», coordinato da Bruno Siciliano del dipartimento di informatica e sistemistica dell’Università degli Studi Federico II. Ed ecco Justine in grado di preparare anche il tè. L’intenzione è quella di creare robot in grado di interagire con l’uomo e di assistere, oltre ad anziani e disabili, terapisti e chirurghi nelle loro attività. Non è fantascienza, e accade a pochi passi da casa nostra. Il settore della robotica, infatti, trova in Campania punte di eccellenza. Eccellenze delle quali si discuterà nel corso del forum sulla tecnologia, lo sviluppo e l’economia a Napoli e in Campania, organizzato dal giornalista Giovanni Lucianelli, autore del libro «Buone notizie da Napoli», con prefazione dello scrittore napoletano Simone Di Meo.
All’incontro interverranno Nicola Mazzocca,assessore regionale all’Università, alla Ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica; Gennaro Ferrara, rettore dell’Università Partenope e vicepresidente della Provincia di Napoli; Michele Saggese, assessore alle Risorse Strategiche del Comune di Napoli; Mario Raffa, assessore comunale allo Sviluppo, alla Ricerca e all’Innovazione; Bruno Siciliano, professore di controllo e robotica e direttore del Laboratorio prisma al Dipartimento di Informatica e Sistemistica dell’Università Federico II; Francesco Casillo, presidente della commissione sulla ricerca scientifica del Consiglio regionale della Campania; Mario Coppeto, presidente della Municipalità Vomero-Arenella.
Il futuro è qui. Anche nella nostra Napoli?





Trovo molto interessanti e ben scritti questi articoli sull’innovazione. Un commento alla frase:
“Il futuro è qui. Anche nella nostra Napoli?”
Lo spero di cuore, anche se purtroppo la speranza da sola non basta. Bisognerebbe investire in modo intelligente, tale da creare delle radici forti che possano far sviluppare il territorio.
Grazie per il commento, Francesco.
Come sai, visto che ti occupi di brevetti e innovazione, non è solo questione di investimenti monetari. E’ un gap culturale, quello che dobbiamo, abbiamo il dovere di colmare: per noi e per i più piccoli.
Un’innovazione che non sia sostenibile ( e magari di esempi se ne trovano anche qui) non ha senso.
Sviluppo del territorio: il vulnus.
Sperare non basta no.. E’ solo la forma più elegante del “tirare a campare” che da noi è di casa.