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Social Media integrati nel rapporto cittadino-istituzioni: Boston Police department

luglio 22, 2009 by ettoreboe · Leave a Comment 

L’ informazione, sorprendente ed atipica (soprattutto per il pubblico italiano abituato a immaginare come dei più tradizionali Starsky e Hutch i poliziotti americani), è che il dipartimento di polizia di Boston ha un feed su Twitter. Ma se vogliamo, ancora più sorprendente è il doppio risultato cui porta l’ utilizzo di Twitter da parte della polizia di Boston: la possibilità di ricevere informazioni nella interazione col pubblico, come nel caso del recente programma contro i furti di biciclette lanciato dal sindaco Thomas M. Menino, in collaborazione appunto col dipartimento di polizia, ma soprattutto l’ enorme vantaggio di un avvicinamento della “istituzione” polizia nel rapporto con i cittadini. Simpatico e molto significativo, in tal senso, lo scambio avvenuto tra i poliziotti di Boston, in occasione del ferimento di un collega ed i cittadini.

Nel primo messggio i poliziotti informano che stanno accompagnando un poliziotto del 4° distretto al Beth Israel Hospital, ferito da “un morso umano al braccio”:

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Al messaggio risponde un cittadino (willcady) chiedendo di essere informato nel caso si trattasse di un morso di zombie!!

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E con simpatica e ironica interazione i poliziotti rispondono : “si, assolutamente!!”:

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fonte: trutv

L’opposizione virtuale: ovvero il dissenso in rete

maggio 20, 2009 by DirittiaSinistra · Leave a Comment 

Curiosando velocemente sulla rete ci si può imbattere in una larga serie di blog e social communities nelle quali il dibattito politico è certamente più acceso e appassionato di quello che si avverte nel mondo “reale”. Basta il semplice clic in un qualsiasi motore di ricerca per avere un quadro di cosa pensi il popolo dei cibernauti ad esempio sull’operato di Bassolino o sulle omissioni della Jervolino. Forse mai ci saremmo aspettati di incontrare sulla rete una contrapposizione così netta e decisa a Bassolino ed al suo sistema di potere, il cd Bassolinismo.

Le critiche, serrate e ben argomentate, vanno dai fallimenti evidenti di una mancata politica di sviluppo per il nostro territorio alle collusioni, con ambiente dal comportamento poco trasparente, sulla gestione del ciclo dei rifiuti.

Ciò che colpisce è soprattutto l’intreccio, giustamente evidenziato, tra questione rifiuti e questione morale. Nei blog, come nei gruppi di Facebook, non mancano distinguo o prese di posizione molto distanti, ma l’elemento che le accomuna è la critica politica sui contenuti, sui fatti, sulle scelte o sulle omissioni. Non si tratta di grida lanciate da demagoghi qualunquisti e populisti, ma spesso di voci che vengono da uomini e donne che hanno creduto in questo rinascimento e più di tutti ne conoscono ora la parodia del tramonto annunciato.

La rete, e i nuovi media, entrano così prepotentemente nell’agone politico. Sono uno spazio aperto, libero e democratico che non si muove sull’auditel o sui ricavi pubblicitari, ma su un grande sforzo collettivo di comunicazione, informazione e dunque di democrazia partecipativa.

Dovremmo avere paura di questa tecnocrazia oppure sarebbe meglio analizzarla e, nel caso, sfruttarla?

Il primo ad aver puntato al rapporto tra web e politica è stato certamente Obama. Una larga parte della sua vittoria si deve allo sviluppo di nuove forme di comunicazione con l’elettorato e tra l’elettorato stesso. Grazie a Facebook Obama ha saputo diffondere il suo progetto politico e aggregare e mettere in contatto i suoi stessi sostenitori. Obama ha avuto il merito di aver saputo cavalcare la speranza del cambiamento dopo otto anni di guerra di Bush al mondo, catalizzando l’interesse di una vasta platea che esprimeva il proprio disagio sulla stampa, nella società e anche sulla  rete. E’ stato a tal punto quasi simbiotico il rapporto tra la forza di Obama e la potenza comunicativa della rete che alcuni analisti hanno sostenuto che “Facebook potrebbe essere incoronato, a ben guardare, il co-presidente degli Stati Uniti”. Che internet stia diventando un “luogo di partecipazione” politica è anche il tema del recente libro di Giuliano da Empoli dal titolo evocativo “Obama. La politica nell’era di Facebook” (Ed. Marsilio).

C’è allora da chiedersi quale rivoluzione democratica si sia realizzata in America e quali suggestioni possano essere tratte per il nostro scenario dalla vittoria di Obama, un candidato considerato a lungo un outsider per gerarchie politiche, notorietà e capacità di raggiungere i tradizionali canali dei mass media americani.

a57a72f0-cb0a-4914-8257-50de0d91354e1Verrebbe dunque da domandarsi, per quelli un pò più anziani, se Internet, i blog e i social network non siano nuove forme di ta-tze-bao elettronici, giornali “appesi” sulla rete per permetterne una lettura semplice. Diffusi nel 1966 dallo stesso Mao, che ne riconobbe l’importanza, i ta-tze-bao scandirono i tempi e le azioni della Rivoluzione Culturale.

Meno politicizzati, ma pur sempre nel canale della comunicazione di massa e fuori da schemi prestabiliti sono i blog, diari on-line che raccontano opinioni e considerazioni. Le origini di questa forma di diario personale non più privato ma questa volta pubblico, si individuano in America, precisamente nel 1997. Alcuni anni dopo, nel 2003, dalle riflessioni personali si passò ai social network sviluppati attorno a tre grandi filoni tematici: il lavoro, gli affetti, l’amore.

Non è forse un caso che proprio in America si siano sviluppate forme di comunicazione alternative, realmente di massa, in grado di raggiungere e coinvolgere in modo trasversale ampi settori della popolazione. Le dimensioni estese del paese, una capillare distribuzione della rete a larga banda, una larga alfabetizzazione informatica hanno reso possibile questa rivoluzione americana.

Il fenomeno della esplosione delle reti sociali è stato accostato a quello negli anni ’70 delle radio e delle televisioni libere, con un vantaggio considerevole a favore della rete: l’abbassamento dei costi di produzione e di gestione, una alfabetizzazione tecnologica ridotta, la illimitatezza degli spazi e soprattutto l’interattività a livello di media condivisi. La connessione orizzontale tipica delle attività di networking sta lentamente prendendo il sopravvento sulle tradizionali forme di comunicazione. Tutto ciò ha una ricaduta sulla qualità della nostra democrazia? La denuncia è limitata al Blog o riesce anche ad esprimersi in forme più note e partecipate fuori della rete?

La vittoria di Obama non è attribuibile soltanto alla funzione di Internet e al ruolo determinante dei social network nell’amplificazione del messaggio elettorale. Il Presidente Americano aveva un suo progetto politico, ma  nello stesso tempo ha saputo intercettare quelle istanze che la rete veicolava. Ha saputo cioè calare negli spazi della nuova comunicazione la sua proposta programmatica intrecciando una rete di relazioni con gli elettori e ascoltando e incontrando i suoi sostenitori.

Quello a cui stiamo assistendo oggi sulla rete, in questa campagna elettorale per le europee e per le amministrative, è il rituale desolante dell’affissione: in luogo dei muri le affissioni sono sulle bacheche, nei commenti dei candidati che devono farsi conoscere non potendo accedere agli spot televisivi. La rete è inondata di manifesti elettorali virtuali che stressano e annoiano il popolo dei blogger e delle social community. Manca un progetto politico di breve e lungo respiro che sappia intercettare le grida della rete e le richieste di una democrazia partecipativa più pulita e di maggiore qualità che emerge dai vari blog e gruppi di Facebook. I partiti mostrano, su questo terreno, sempre più il loro isolamento.

Non solo sul piano della interazione con i movimenti di massa ma anche con quelli movimenti della rete, si giocherà il futuro della sinistra e della costruzione di una opposizione sociale, per i diritti, per la salute e per l’ambiente.

Noi con la proposta di Diritti@Sinistra abbiamo raccolto questa sfida cominciando a rivendicare interventi sul cd Digital Divide e per la gratuità dell’accesso alla rete.

Microsoft Vine: connessioni di emergenza. Ma non solo.

aprile 28, 2009 by FabioD · 1 Comment 


Oggi, 28 aprile, Microsoft lancia in sperimentazione, in ambiente beta privato, un nuovo prodotto che ha l’ obiettivo di tenere in contatto amici e famiglie durante le emergenze. L’ idea di questo prodotto, chiamato Microsoft Vine, è venuta al manager della Sicurezza Pubblica Microsoft, Tammy Savage, quattro anni e mezzo fa, durante l’ uragano Katrina. Lo sviluppo è iniziato un anno e mezzo fa.
Vine è disegnato per tenere famiglie ed amici in contatto quando gli altri sistemi di comunicazione non sono funzionanti o inefficienti. Normalmente durante particolari eventi critici, i vari sistemi di comunicazione tra cui quelli dei telefoni cellulari vanno fuori uso e Vine è disegnato per riuscire a tenere in contatto le persone nelle situazioni più difficili. L’ accesso a Vine può avvenire attraverso un client desktop (per il momento solo su piattaforma windows), messaggi di testo o emails. leggi tutto….

Facebook e l’intolleranza. Un nuovo caso italiano contro gli zingari

dicembre 16, 2008 by Luca Valente · Leave a Comment 

La storia si ripete. E dopo il caso italiano dei gruppi neo-nazisti rimossi su richiesta di parlamentari europei, quello del gruppo di nazionalisti serbi che inneggiavano al massacro di Srebrenica, una nuova triste esperienza italiana su Facebook. Questa volta il gruppo, “Io, ACCETTO gi zingari“, in cui il verbo che presuppone una duplice accezione, esprime esplicitamente quella più infelice. leggi l’ articolo…

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